Storie di rivoluzione: i vincitori del World Press Photo 2020

Storie di rivoluzione: i vincitori del World Press Photo 2020

Ecco le 2 foto più belle e significative dell’anno appena trascorso

Con i tempi che corrono, riusciamo a osservare il mondo solo attraverso gli scorci delle nostre case, dai vetri delle finestre o attraverso la lente virtuale, che ci permette di navigare ed esplorare nuovi lidi in maniera astratta. Ci manca il sapore della normalità, con tutte le sue sfumature, in bilico tra il dolce e l’amaro, ma il contatto con la materia pulsante appare, da un paio di mesi, un retaggio del passato.

Le immagini che invadono i nostri schermi sono ambientate maggiormente in città deserte o in luoghi di passaggio molto neutri, come gli ospedali, in cui a dominare sono colori tenui. Corpi a distanza e volti velati, coperti da mascherine che lasciano spazio soltanto agli occhi.

Ma è con gli occhi che riusciamo ad andare oltre e a cogliere la bellezza insita in questo universo. Il mondo là fuori brulica di narrazioni, corpi che s’intrecciano, sguardi che s’incrociano, mani che pregano, bombe che uccidono, penne che scrivono, gesti che generano rivoluzioni, parole che lasciano cicatrici. Ogni scatto racchiude una storia di resistenza, resilienza, speranza, drammi, disperazione, terrore, amore. E sono proprio coloro che riescono a immortalare simili momenti a rendere questi eventi eterni, perché l’arte non tramonta mai, è eterna fonte di bellezza.

Queste narrazioni immortalate in un flash sono le protagoniste del World Press Photo, il più prestigioso concorso di fotogiornalismo al mondo, fondato nel 1955 dall’omonima fondazione olandese, che ogni anno premia le foto più belle e significative.

I vincitori dei due principali premi della 63esima edizione del premio, selezionati tra i 4.282 fotografi partecipanti, autori di 73.996 immagini, sono Yasuyoshi Chiba e Romain Laurendeau.

In entrambi i casi, le narrazioni immortalate riguardano scene di giovani in rivolta, la rivoluzione che parte dal basso e smuove le coscienze con parole e gesti.

La rivoluzione delle parole

Storie di rivoluzione: i vincitori del World Press Photo 2020
Yasuyoshi Chiba, Giappone, Agence France-Presse World Press Photo

Il fotografo giapponese Yasuyoshi Chiba è il vincitore del World Press Photo of the Year con Straight Voice; lo scatto ritrae un giovane, illuminato dalla luce dei cellulari di suoi coetanei, che trasuda passione dalla pelle e dagli occhi, mentre recita una poesia di protesta contro un governo assente e indifferente, nel mezzo di un blackout avvenuto durante una manifestazione a Khartum, in Sudan, il 19 giugno 2019.

Il presidente della giuria del concorso Lekgetho Makola, ha dichiarato: “Chi si aspetterebbe oggi una insurrezione contro un dittatore dove nessuno imbracci un’arma. Soprattutto nel periodo in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti, è importante avere un’immagine che sia d’ispirazione per le persone. Vediamo questo giovane, che non sta sparando, che non sta lanciando un sasso, ma che recita una poesia.”

Le parole, a volte, possono diventare lame e incendiare gli animi di una rivoluzione.

Corpi in rivolta

Romain Laurendeau, Francia World Press Photo

Il premio per World Press Photo Story of the Year, ossia la storia dell’anno, va al fotografo francese Romain Laurendeau, con il suo reportage Kho, the Genesis of a Revolt.

Kho, che nell’arabo colloquiale parlato in Nord Africa significa “fratello”, racconta della genesi di una rivolta. È la storia del profondo disagio della gioventù algerina che, osando, sfida le autorità, ispirando il resto della popolazione a unirsi alla lotta e dando vita al più grande movimento di protesta dell’Algeria degli ultimi decenni”.

I giovani sono coloro che soffrono di più la mancanza di lavoro in Algeria e costituiscono più della metà della popolazione. Secondo un rapporto Unesco, infatti, il 72 per cento delle persone con meno di 30 anni in Algeria è disoccupato.

Era impossibile per una parte di me non riconoscermi in questi giovani – ha dichiarato Laurendeau -. Sono giovani, ma sono stanchi di questa situazione e vogliono solo vivere come tutti gli altri”.

Quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, la cerimonia di premiazione è stata annullata e la mostra itinerante, che prevedeva l’esposizione delle foto in musei di tutto il mondo, è stata rimandata a data da destinarsi.

Tuttavia, sul sito del World Press Photo, sono visibili tutte le immagini vincitrici delle varie categorie.

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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