Stoviglie in bambù? Bocciate

Non sono green e possono essere pericolose per la salute. L’indagine di Altroconsumo

Contengono resine sintetiche che a con il caldo dei cibi possono rilasciare sostanze cancerogene.

Attenzione alle stoviglie in bambù: al contrario di quello che il più delle volte c’è scritto in etichetta, infatti, questi prodotti contengono tutti senza eccezione quantità più o meno elevate di resine sintetiche che servono per tenere insieme le fibre di questo legno, e che a contatto con il caldo dei cibi possono rilasciare sostanze cancerogene. E, sempre per la presenza di resine, non possono certo fregiarsi di essere l’alternativa green alla plastica: una volta che devono essere smaltite, infatti, le stoviglie “di bambù” finiscono nell’inceneritore o in discarica. I dati arrivano da un’indagine effettuata su 14 brand acquistati nei negozi e online dall’associazione per la tutela e difesa dei consumatori Altroconsumo, che ha scoperto dei prodotti tutt’altro che “sostenibili” e “compostabili“, come spesso riportato nel packaging, oltre a importanti carenze e/o omissioni nelle informazioni contenute nelle etichette.

Potenzialmente cancerogene…

Le stoviglie di bambù sono quindi solo apparentemente alternative ecologiche alla plastica: è infatti impossibile realizzare piatti, posate o bicchieri utilizzando esclusivamente farina o fibra di legno, ma occorre sempre una resina sintetica per tenere insieme questi ingredienti. Tra le scoperte effettuate, la prima è che la percentuale di plastica presente in questi prodotti è piuttosto elevata e a contatto con alimenti caldi può rilasciare formaldeide e melamina, sostanze potenzialmente cancerogene. E ciò che è peggio, è che il più delle volte questi prodotti sono dedicati all’utilizzo da parte dei più piccoli perché colorati, leggeri e infrangibili.

Guarda il video: E se mi facessi la casa in bambù?

…e non eco-friendly

Circa la metà dei campioni esaminati, poi, viene definita in etichetta eco-friendly e biodegradabile: diciture che però non possono essere veritiere in quanto tutti questi prodotti contengono una resina sintetica a base melaminica che non è biodegradabile né riciclabile, e comporta necessariamente, quando il ciclo di vita di questi prodotti arriva al termine, lo smaltimento in discarica o nell’inceneritore. Solo 3 dei 14 brand analizzati, ovvero circa il 20% del totale, indicano in etichetta la presenza di altri materiali oltre al bambù, mentre gli altri non presentano informazioni specifiche al riguardo, lasciando credere a chi li acquista di essere realizzati esclusivamente in bambù.

Poche informazioni sulla sicurezza d’uso

La maggior parte delle etichette, poi, riporta informazioni carenti per quanto riguarda la sicurezza d’uso di queste stoviglie: solo 6 prodotti su 14 (ovvero meno della metà) riportano indicazioni relative alle temperature di utilizzo dei prodotti con l’avvertenza di mantenersi entro certi limiti, e non tutti i prodotti specificano in etichetta che queste stoviglie non devono essere utilizzate nel microonde: un dimenticanza non di poco conto, considerando che il caldo favorisce il rilascio di sostanze nocive.

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La segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato

A partire dai risultati dell’indagine, Altroconsumo ha segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato i prodotti esaminati che riportano in etichetta informazioni carenti o ingannevoli, chiedendo di aprire un’istruttoria e procedere con eventuali sanzioni ed interventi. Vediamo cosa succederà.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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