Stupro di Vallerano: basta consenso politico sul corpo delle donne

No, la sinistra non riparta dalla tragedia di una donna stuprata

Quando a fare notizia sarà l’atto criminale violento su una donna anziché le generalità del criminale potremo dirci un Paese civile. Per ora siamo un Paese cialtrone, spregiudicato, in mano a politici e aspiranti tali che cercano il consenso politico sul corpo delle donne. Molti dell’opposizione oggi usano la tragedia di una donna di 36 anni picchiata fino a farla svenire e abusata sessualmente (il tutto ripreso con il telefonino) per riguadagnare una manciata di voti in più e per riuscire a dare il colpo all’estrema destra tenuto a lungo tempo in canna. Grottesco. Gli aggressori, come ormai noto, sono il consigliere comunale Francesco Chiricozzi di 21 anni e un militante di Casapound di 19 anni, entrambi di Vallerano, entrambi di estrema destra. Un crimine è un crimine e per natura ha una vittima. I media, per natura, devono denunciare le subculture criminali che sono o potrebbero essere causa di quel crimine. Quello a cui stiamo asssitendo in questi giorni però non ha niente a che fare con l’informazione e il dibattito sociale, è piuttosto un’operazione di sciacallaggio politico, stavolta per mano della sinistra e del centro sinistra, che stanno comportandosi esattamente come hanno fatto Salvini&Co, che sulle generalizzazioni e gli slogan ci hanno costruito un governo.

Una democrazia matura dovrebbe avere antidoti a fenomenologie di questo tipo di spettacolarizzazione politica, invece si assiste al vergognoso disinteresse per la vittima e per il tema della violenza di genere in tutte le sue declinazioni e ci si concentra sugli aggressori, dei quali si vuole sapere tutto, minuziosamente, così da trarne argomento politico a favore del proprio schieramento. Lo hanno fatto sempre a destra, gli stessi aggressori erano soliti veicolare messaggi razziali sulla falsa riga del “migrante uguale stupratore”, lo sta facendo la sinistra. E per cosa? Per chiedere lo sgombero di CasaPound, che invece va fatto per ragioni costituzionali, nemmeno politiche, figurarsi di cronaca. CasaPound va sgomberata perché abusiva e in aperto contrasto con i principi della Costituzione italiana. Invece, anziché chiedere conto alla politica tutta, senza partigianerie, di come intende affrontare l’emergenza della violenza di genere, chiediamo lo sgombero di Casapound. Si strumentalizza un fatto di cronaca che è l’ennesimo segnale di un problema apolitico, del tutto apartitico, che pertiene la società e l’educazione civile, a scopi elettorali. Grottesco. Doppiamente grottesco perché stavolta a farlo è la sinistra, che per recuperare terreno decide di adottare gli stessi mezzucci della destra, un livellamento generale verso il basso che con i principi di progresso e civiltà della «costituzione più bella del mondo» non hanno niente a che fare.  È indubbio che il fascismo di ritorno, del terzo millennio o edulcorato, il fascismo comunque lo si voglia chiamare, si basa su principi di vilirismo, forza e aggressività preoccupanti, sui quali riflettere, purché con i dovuti strumenti e nelle giuste sedi.  Come è altrettanto evidente che se prima, qualche settimana fa, l’ormai ex-consigliere di Vallerano, condivideva il manifesto fascista «Difendila! Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia», e poi si macchia di un crimine violento su una donna, i media hanno il dovere di dare risalto alla contraddizione. Che l’attenzione morbosa nei confronti dell’aggressione diventi strumento politico della sinistra per ripartire, eludendo il decoro, il rispetto della vittima, e il dovere di dare risposte concrete e condivise in parlamento a un problema culturale e sociale, invece, è semplicemente vergognoso.

No, la sinistra non riparta da qui.

Stela Xhunga

Stela Xhunga