Svezzamento? “Basta brodino: metodi superati che favoriscono l’industria a scapito della salute”

L’autosvezzamento è il metodo

Pediatri divisi sullo svezzamento. Mentre il tutorial diffuso da Repubblica.it “Come si fa lo svezzamento: il tutorial per preparare la prima pappa del bambino” conferma il “vecchio” metodo del brodino attraverso le parole di Elena Bozzola, segretari* nazionale della Società italiana di pediatria (SIP), critiche e disapprovazione arrivano, tra gli altri, dall’Associazione Culturale Pediatri (Acp), che, attraverso il suo Gruppo Nutrizione, da tempo lavora per diffondere le informazioni condivise e supportate da OMS e Unicef, e visibili qui. Quelli veicolati da Repubblica sono “suggerimenti ampiamente superati, oltretutto trasferiti attraverso un mezzo così prestigioso”, spiega Sergio Conti Nibali, pediatra e ricercatore, responsabile del Gruppo Nutrizione Acp e Direttore di Uppa Magazine, bimestrale per la divulgazione scientifica destinato alle famiglie.

L’età giusta la decide il bambino

Nel video e nell’articolo in questione, si illustrano nozioni che risalgono alla metà del secolo scorso, quando ancora si pensava che i bambini dovessero essere svezzati a una determinata età, decisa magari dal pediatra, in cui si iniziava a fare il brodo con tre verdure, al quale veniva poi aggiunta una polvere liofilizzata di cereali, anche estranei alla nostra cultura alimentare, come la tapioca”, continua Conti Nibali. Oggi invece sappiamo che, perché la transizione ai cibi solidi abbia successo, è indispensabile aspettare che il bambino raggiunga un determinato livello di maturazione neuromotoria e che, in genere intorno ai 6 mesi, inizi a manifestare il suo interesse per il pasto dei genitori.

L’autosvezzamento è il metodo

Al momento dello svezzamento il bambino non dovrebbe mangiare, in separata sede, una portata preparata solo per lui – spiegano da Acp – sulla base di alimenti ultra-processati e liofilizzati. Al contrario, il piccolo dovrebbe partecipare al pasto della famiglia, in modo da poter comunicare il proprio interesse al momento giusto. Quando il bambino lo richiede, e dimostra di essere in grado di portare il cibo alla bocca a imitazione dei genitori, masticarlo e deglutirlo, la sua alimentazione sarà da subito quella della famiglia.È una grande opportunità in fatto di nutrizione. È la migliore occasione per riflettere sulla propria dieta, per ragionare su come ci si alimenta: perché sarà quel che poi il bambino mangerà per tutta la vita”. Insomma, quel che una volta si chiamava autosvezzamento, ed era una scelta di nicchia, è oggi la scelta raccomandata dalle linee guida internazionali: cibo vero, da subito, cibo fresco e non processato, che adatti tutta la famiglia ad una alimentazione sana. Quindi iposodica, con pochi zuccheri, semplice.

Basta sostenere l’industria

L’idea di partire con brodino vegetale, e aggiungere liofilizzati in commercio, appartiene a un retaggio abbondantemente superato, che ha fatto molti danni all’alimentazione infantile e un grande favore all’industria del baby food. La diffusa cattiva nutrizione in età evolutiva e l’attuale epidemia di obesità ne sono testimonianza”, conclude Conti Nibali.

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Redazione People For Planet

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