Taglio dei parlamentari: è legge

Una maggioranza “bulgara” ieri ha votato la legge che riduce il numero di deputati e senatori

I deputati passano da 630 a 400, i senatori da 315 a 200 e inoltre per gli eletti all’estero i deputati passano da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4.

La votazione ha visto unite maggioranza e opposizione con 553 voti a favore, 14 i contrari e solo due gli astenuti. A favore M5s, Pd, Italia Viva, Leu, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia. Unici contrari +Europa (3 deputati) e Noi con l’Italia (4 deputati guidati da Maurizio Lupi) con alcune defezioni all’interno del M5s.

La riforma prende il nome del sottosegretario pentastellato alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e cambia il rapporto tra eletti e cittadini passando da 1 deputato per 15.210 abitanti a 1 per 96.006 e da 1 senatore per 188,42 abitanti a 1 per 302.420. Questo però non ci porta fuori dalla “norma” dei grandi Paesi europei: Francia, Germania e Olanda hanno rapporti peggiori e il Regno Unito uno molto simile.

Ma il Pd non era contrario?

A chi faceva notare che il Pd aveva votato contro nelle precedenti 3 votazioni (indispensabili per una riforma costituzionale) Zingaretti ha risposto con un tweet «La riduzione dei parlamentari», ha dichiarato, «è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni. Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani».

Perché la legge entri in vigore ora manca solo il referendum confermativo (senza quorum) e qualora l’esito sia positivo saranno modificati gli articoli 56 e 57 della Costituzione.

Quanto si risparmia?

Scrive l’Agi: “Se consideriamo che, in base a quanto riporta il bilancio della Camera, nel triennio 2018-2020 per pagare indennità e rimborsi a 630 deputati lo Stato spende ogni anno 144,9 milioni di euro, ricaviamo un costo annuo di 230 mila euro a deputato. Una riduzione di 230 deputati, dunque, creerebbe un risparmio potenziale di 52,9 milioni di euro ogni anno.
Facendo lo stesso calcolo per il Senato – qui il suo bilancio 2018-2020 – otteniamo un costo annuo di 249.600 euro per senatore. Un taglio di 115 membri di Palazzo Madama creerebbe un risparmio potenziale di 28,7 milioni di euro ogni anno.
Tra Camera e Senato, quindi, i risparmi sarebbero 81,6 milioni di euro ogni anno. Questa stima tuttavia è da considerarsi leggermente imprecisa, perché non tiene conto dei possibili risparmi che avrebbero le due Camere per il semplice fatto di dover ospitare 345 persone in meno”.

Al di là dei numeri, il Movimento 5 Stelle festeggia una legge fortemente voluta sia nel governo Conte 1 che nel 2 e la festa davanti a Montecitorio ne è la prova.

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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