Tampon tax bocciata. No alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti

Per la Commissione Finanze della Camera l’emendamento è “inammissibile”

La “Tampon tax”  è stata bocciata. L’emendamento al decreto legge fiscale presentato dalla deputata Laura Boldrini per ridurre l’Iva dal 22 al 10% per assorbenti, tamponi e coppette mestruali in quanto beni di prima necessità è stato respinto dalla Commissione Finanze della Camera.

Beni di prima necessità, non di lusso

L’iva per gli assorbenti, i tamponi le coppette e le spugne mestruali rimane dunque – almeno per ora – al 22%. Allo stesso livello di diamanti, sigarette, birra e vino. Mentre diversi beni primari come pane, latte e rasoi hanno l’Iva al 4%. «Ad essere bocciate – ha scritto su Twitter l’ex presidente della Camera – sono milioni di donne e ragazze, costrette a pagare caro beni di prima necessità».

Emendamento bipartisan

Firmato dall’ex presidente della Camera (prima firmataria) e altre 32 deputate bipartisan, l’emendamento è stato dichiarato inammissibile dalla commissione Finanze della Camera per “estraneità alla materia” trattata dal decreto fiscale. Boldrini ha subito presentato ricorso per l’ammissibilità. «L’abbassamento dell’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili è doveroso – ha twittato la deputata -. E’ una battaglia che intendiamo portare a termine. Se la battaglia va spostata sulla legge di Bilancio, chiederò alle colleghe del Senato di farsene carico».

Ecco il testo dell’emendamento: «Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633».

In Irlanda tasse zero

In Europa siamo tra gli ultimi 6 Paesi con l’Iva al di sopra del 21% sui prodotti esclusivi per donne. Se tredici Paesi applicano a questi prodotti l’Iva al di sotto del 10%, 8 si attestano tra il 10 e il 21%. Si va dall’esempio più virtuoso dell’Irlanda, con tasse pari a zero per questi prodotti, fino ad arrivare al 27% dell’Ungheria, passando per il 5,5% della Francia, il 10% della Spagna e il 19% della Germania.

Leggi anche: Tampon tax: una tassa a tutela dell’ambiente?

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.