Taser su soggetti TSO

Taser su soggetti TSO

L’ultima uscita del Sindaco di Verona

Il sindaco di Verona, alla domanda sul quando ritiene che sia opportuno utilizzare la pistola a impulsi elettrici, porta ad esempio i casi in cui le forze dell’ordine devono avere a che fare con soggetti per i quali è richiesto il TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

Il TSO è una misura presa in casi di necessità e di urgenza, e può essere disposta per qualunque ragione sanitaria.

Data l’invasione nella sfera personale dei soggetti trasportati contro la loro volontà presso le strutture ospedaliere, è prescritto che debba essere svolto nel rispetto della dignità della persona, anche perché il fine ultimo è la tutela della loro salute. Come si può anche solo pensare che una misura così delicata, una extrema ratio, possa essere corroborata dall’utilizzo del taser contro chi riversa in stato di abbandono tale da richiedere l’aiuto dei medici?

Tra tutti gli esempi che il sindaco di Verona (che sia lui non stupisce) poteva portare, perché puntare contro i più indifesi? Ci sentiamo davvero più sicuri con questi decreti sicurezza?

Il malato psichiatrico in una buona parte dei casi è un soggetto molto più pericoloso e imprevedibile di uno in condizioni lucide. Certe forme di schizofrenia possono rendere anche il soggetto più minuto inarrestabile. Quindi in determinati casi l’unica misura efficace che non metta a repentaglio l’incolumità di chi è chiamato a fermarli è proprio il taser, sostiene qualcuno. Misura efficace che tuttavia non tiene conto del fatto che il più delle volte non si è a conoscenza di eventuali patologie cardiache che rendono estremamente pericoloso l’utilizzo del taser.

Il taser è stato utilizzato per la prima volta a Firenze l’11 settembre 2018 contro una persona con evidenti problemi psichiatrici: un ragazzo di 24 anni, senzatetto, che solo pochi giorni prima era stato dimesso dal reparto di psichiatria.

Girava nudo alla Fortezza da Basso, infastidendo dei passanti che hanno chiamato i carabinieri. E così i prodi ed impavidi esponenti delle forze dell’ordine impugnarono il loro nuovo giocattolino (considerato arma di tortura dall’Onu) paralizzando a terra il ragazzo.

Il Ministro Salvini si rallegrò a tal punto dell’episodio, da annunciare l’introduzione dei taser anche nelle carceri e nei treni. Taser ovunque a sostegno di una società sempre più fondata sulla dialettica del nemico, sempre più insicura.

L’impressione è di trovarsi davanti uno Stato che anziché fornire un’ assistenza psicologica, liquida come un problema di ordine pubblico a suon di scarica elettrica in corpo ogni falla, ogni devianza.

In Italia il taser è stato introdotto in una prima fase in 6 città, nel marzo del 2018, con una circolare firmata dal capo della direzione anticrimine in base alla legge n.146/2014 dettata in realtà per gli stadi (da sempre laboratorio privilegiato di pratiche repressive) e poi esteso, in una seconda fase, a tutto il territorio nazionale. Dunque Matteo Salvini ha solo potenziato e legittimato uno strumento già esistente.

Il taser non è un’arma innocua, secondo i dati di Amnesty, negli Stati Uniti ha già provocato 500 morti, e alcuni modelli tuttora in circolazione, i più vecchi e i più pericolosi, ben si prestano alla definizione di strumenti di tortura.

Un gran numero di TSO riguarda persone in perfetta salute ma con seri problemi di gestione della rabbia, resisi protagonisti di gravi episodi di violenza. Senza l’uso del taser bisognerebbe comunque, purtroppo, ricorrere alla violenza col rischio di creare anche lesioni molto serie, infatti l’errore di fondo di chi critica sommariamente l’uso del taser è proprio pensare che la scelta di metodo sia fra taser e carezze, invece la differenza intercorre fra taser e colluttazione. C’è poi una questione, ancora più preliminare: il taser non deve sostituire l’addestramento. Se dei poliziotti in gruppo non riescono a sopraffare uno schizofrenico non armato (supponiamo il caso semplice), forse dovrebbero riconsiderare la loro “carriera”.

Quanto al Sindaco di Verona, non ha nessuna responsabilità sull’uso dei taser, le cui modalità di uso vengono, per fortuna, disciplinate da altri soggetti. Lasciamolo chiacchierare.

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

Stela Xhunga

Stela Xhunga