Teatro in lutto: addio a Saviana Scalfi paladina del femminismo

È scomparsa di Saviana Scalfi, militante del teatro femminista italiano degli anni Settanta

L’attrice e regista teatrale Saviana Scalfi ci ha lasciato pochi giorni fa, all’età di 82 anni, a causa del Covid-19. La ricordiamo oggi, 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con un breve excursus della sua carriera straordinaria, che l’ha vista tutta la vita parte attiva delle lotte femministe e delle avanguardie teatrali in Italia.

Carriera e neofemminismo

Milanese di nascita, Saviana Scalfi si formò all’Accademia dei Filodrammatici e all’Actor’s Studio di New York, e successivamente lavorò nelle compagnie Fantasio PiccoliElsa Merlini-Paolo Carlini, e nel 1968 con Giorgio Strehler presso il Teatro Azione, di cui Saviana fece parte, e ancora, nel 1971 con Bruno Cirino al Teatro di Centocelle.

Con l’ondata rivoluzionaria del Sessantotto il teatro si era trasformato in un mezzo di rivendicazione per le donne e tutte le categorie oppresse della società. Saviana Scalfi partecipò alla fondazione, con Adele CambriaDacia Maraini e Lù Leone, di uno dei più interessanti collettivi di quegli anni: quellodel Teatro “La Maddalena” (1973-1989) di Roma, epicentro del neofemminismo, la corrente culturale in voga a partire dagli anni Settanta, che ebbe la peculiarità di svilupparsi soprattutto a partire dal teatro. Su quei palchi avveniva la rivoluzione: viene definito “teatro di parola” e “teatro di strada” e difatti era proprio questo, un teatro militante e mai ideologico, strumento di lotta politica e mezzo attraverso il quale la comunicazione con il pubblico si fece più diretta e dialogante. Attraverso il teatro e il ruolo dei collettivi sorti in tutta Italia, le donne si riconoscevano come soggetti, emancipandosi dall’essere solo mogli e madri. Nel collettivo, infatti, tutti i ruoli erano ricoperti da donne, che si preoccupavano anche di impartire corsi e laboratori formativi per la preparazione ai mestieri del teatro.

Il Collettivo “Isabella Morra”

Dopo l’esperienza di via della Stelletta, Saviana fondò nel 1978 assieme a Dacia Maraini e Rita Corradini il Collettivo “Isabella Morra“, di cui fu direttrice artistica, attrice e regista, e a cui presero parte successivamente Pia Mancini e altre artiste come Renata Zamengo, Ornella Ghezzi, Marisol Gabrielli, Mariella Fenoglio, Giuliano Manetti, Lina Bernardi, Alessandra Casella, Enzo Saturni.

Il Collettivo “Isabella Morra” rimase in vita per oltre 25 anni (1978-2005), producendo circa uno/due spettacolo all’anno, e assunse un ruolo attivo sulla scena europea ed extraeuropea, con la partecipazione ai principali festival internazionali.

Recitando e dirigendo spettacoli come Maria StuardaLa regina di cartoniDue donne di provinciaCasa Matriz e attraverso una forte presenza scenica, non solo nei maggiori teatri italiani e internazionali, ma anche in luoghi disagiati e nelle carceri, Saviana è stata capace di innovare, interpretare e mutuare i linguaggi teatrali a favore delle lotte politiche in cui credeva e per cui si è sempre battuta.

25 novembre 2020

Come se non bastasse una pandemia globale e tutto il dolore che essa si trascina, questo 25 novembre sembra essere ancora più triste per il significato intrinseco della Giornata Internazionale dedicata alla lotta alla violenza di genere. Negli anni Settanta, quando si sviluppò il neofemminismo (chiamato così per differenziarsi dal femminismo a cavallo tra Ottocento e Novecento) la parola femminicidio nemmeno esisteva. Nel 2020 constatiamo invece che viene uccisa una donna ogni 3 giorni quasi sempre a seguito di pregresse violenze subite.

Una delle ultime apparizioni di Saviana Scalfi fu esattamente due anni fa, a Foggia, con il monologo Stupri impuniti… ma non per sempre, tratto da La passione di Artemisia di Susan Vreeland e Lo stupro di Franca Rame. All’epoca aveva 80 anni e di certo non le mancava l’energia per andare in scena, per interpretare ancora una volta il punto di vista femminile e in particolare il dramma dell’abuso subito.

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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