Quali sono i migliori tessuti naturali oggi disponibili? E i più sostenibili? C’è solo l’imbarazzo della scelta! Disegno di Armando Tondo, marzo 2020

Tessuti naturali e artificiali? Ecco i migliori

Scartate le fibre sintetiche, il panorama tra cui scegliere è sorprendentemente vasto

Tra le fibre naturali più famose c’è il cotone – prodotto soprattutto in Cina, Stati Uniti, Pakistan, India, Uzbekistan, Turchia e Brasile, ma anche in Mali, Benin, Burkina Faso, Ciad. Segue la juta, prodotta soprattutto in India e Bangladesh, e altre ottime fibre come il sisal, la canapa, la fibra di cocco, il lino, la seta, il ramiè o filato di ortica (una via di mezzo tra il cotone e il lino, molto lucente), e ancora: ginestra, ibisco, manila, paglia, bamboo, sughero. Tra quelle di origine animale abbiamo: la lana merinos (di cui abbiamo ampiamente parlato qui), la shetland, la bluefaced Leicester, l’angora, il cachemire, il cammello, il mohair, l’alpaca, la lana lama, la vigogna, la lana di bisonte, il quivut, il crine, il bisso.

Un mondo migliore

Tra gli innumerevoli vantaggi delle fibre naturali c’è l’eco-compatibilità: sono materiali biodegradabili, quindi non contribuiscono a quell’immane danno ambientale e sanitario che sono le microplastiche. Microplastiche che dagli scarichi della lavatrice finiscono al mare e tornano ai nostri piatti, ma che anche frequentemente respiriamo se scegliamo per noi e per l’arredamento di casa tessuti sintetici. Oltre alla salute e all’ambiente, le fibre naturali poi sono estremamente morbide e piacevoli, traspiranti e, soprattutto nel caso di abbigliamento sportivo, molto più igieniche e libere da cattivi odori.

Sia chiaro che scegliere naturale non significa avere un impatto zero: anche in questo ambito è importante non sprecare, non esagerare, perché la produzione di questi materiali implica un sensibile consumo di terreni, acqua e sostanze chimiche (a meno che non si scelga, anche qui, il biologico).

La Canapa

Merita un discorso a parte, la canapa. È meno diffusa di quanto dovrebbe per via del proibizionismo che ancora oggi la collega al fumo di cannabis. Eppure, è una delle poche fibre naturali che non richiede solventi chimici per essere sbiancata, la si ottiene dai fusti delle piante di Cannabis sativa. Molto resistente, si usa anche per produrre corde. Coltivabile più volte sullo stesso terreno, questa pianta arriva anche a 7 metri di altezza dopo solo tre mesi dalla semina. La sua produzione è particolarmente sostenibile.

Il Bamboo

Il bamboo è una fibra altamente traspirante, morbida e liscia. Sempre più spesso utilizzata nel settore moda, seppure sia necessario stare attenti alle certificazioni tessili di cui parleremo più avanti e ai paesi di provenienza: sfrutta molte risorse idriche durante la produzione. Una caratteristica unica di questa fibra è la sua qualità antibatterica. Per questa qualità il suo uso si sta diffondendo anche per le spugne e gli stracci da cucina: nessuna microplastica, ottime performance e zero cattivi odori (si trova facilmente online). 

Fibre sintetiche

Tutte derivati dalla lavorazione del petrolio, le fibre sintetiche (da non confondere con le artificiali) non esistono in natura, e sono ad esempio: nylon, poliestere, elastan, poliuretano, e meno noti newlife (ricavato dalle bottiglie di plastica riciclate ) ed econyl (composta da reti da pesca recuperate negli oceani). Sono quasi sempre molto dannosi per l’ambiente, sia per l’utilizzo del petrolio come materia prima, ma anche per i trattamenti chimico tossici che vengono effettuati dalle aziende tessili nella lavorazione del prodotto. L’abbigliamento in tessuti sintetici ha superato l’abbigliamento naturale e questo è un grande problema perché le fibre disperse in natura non sono biodegradabili e continuano a crescere.

Anche per questo, si calcola che ognuno di noi ogni giorno mangi microplastiche pari al peso di una tessera bancomat (leggi qui come ridurre l’emissione di microplastiche dai tuoi lavaggi).

I tessuti sintetici hanno preso il sopravvento per via di costi di produzione e vendita molto bassi, dovuti anche al fatto che è più facile realizzare molte varianti dello stesso prodotto. In più, essendo sintetici, non sono amati neppure da tarme e muffe. Il loro svantaggio peggiore è che sono poco traspiranti, facilitano la proliferazione di batteri e necessitano di lavaggi frequenti (e dunque producono molte microplastiche). Sono altamente infiammabili e sempre più spesso causano allergie e problemi alla pelle, oltre al fatto che accumulano cariche elettrostatiche molto fastidiose.

Fibre artificiali

Sono prodotte da materie prime naturali, ma sono lavorate con processi chimici più o meno impattanti per modificarne le caratteristiche. Sono fibre artificiali: il rayon o viscosa, il cupro, il modal, le fibre polinosiche, il nitrato, l’acetato, il triacetato, il ricino, il modal, il lyocell

I vantaggi sono che non disperdono microplastiche e garantiscono la stessa resistenza e traspirabilità dei tessuti naturali, mantenendo allo stesso tempo costi di produzione e vendita più bassi. In più spesso utilizzano materiali di scarto altrimenti destinati agli inceneritori, in una perfetta ottica di economia circolare.

La viscosa

Gli svantaggi dei tessuti artificiali sono un unico grande svantaggio: quando non certificati, utilizzano processi chimici anche molto dannosi per l’ambiente. Per fare la viscosa, ad esempio, forse il più diffuso dei tessuti artificiali, si tratta la cellulosa di base con una soluzione di soda caustica. Poi si aggiunge solfuro di carbonio e si discioglie ulteriormente con altra soda caustica. Tutto questo viene disperso in fiumi e torrenti, specie se il prodotto è venduto da una grande catena di abbigliamento che produce in Paesi in via di sviluppo. In questi casi, succede anche che le sostanze chimiche utilizzate vengono assorbite dalla nostra pelle, o da quella ancora più delicata dei bambini. Se in etichetta trovate l’importante riferimento alle certificazioni tessili, primo tra tutti il famoso Oeko-Tex, possiamo considerare molto buona la nostra scelta.

Ricino, Modal, Lyocell

Tra i migliori tessuti artificiali, ricordiamo: il ricino. Estremamente traspirante e leggero. Spesso miscelato alla fibra di bamboo è un naturale termoregolatore che previene i cattivi odori e la proliferazione di batteri. Il Modal è una fibra artificiale estratta dalla cellulosa degli alberi di faggio, naturalmente morbida sulla pelle ed estremamente ecologica grazie ai suoi processi di lavorazione meccanici. Leggera, fresca e traspirante. Il Lyocell è una fibra artificiale estratta dalla cellulosa degli alberi di eucalipto, ed è molto ecologica. Simile alla seta, è super traspirante e resistente.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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