“Torino è antifascista”. In molti però si ritirano dal Salone del libro di Torino

Dal trend topic #iovadoatorino al “no” di Zerocalcare

Non si placano la polemiche sul Salone del libro di Torino (che si terrà dal 9 al 13 maggio) per la presenza della casa editrice Altaforte, vicina a Casapound, che ha pubblicato Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio, libro-intervista al ministro dell’Interno e per le successive dichiarazioni rilasciate alla stampa da Francesco Polacchi, editore e fondatore di Altaforte: “Io sono fascista. E l’antifascismo è il vero male di questo Paese“. E ancora: “Eravamo pronti alle polemiche ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C’è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov… Noi ci saremo perché ora è anche una questione di principio.”

Immediate le reazioni di diversi gli scrittori e editori che hanno annunciato che non saranno presenti all’evento, tra cui il collettivo Wu Ming, il fumettista Zerocalcare, giornalista Christian Raimo, lo storico Carlo Ginzburg, i partigiani dell’Anpi. Non tarda ad arrivare anche la reazione della sindaca Chiara Appendino che ha ribadito che «Torino è antifascista» e che «in democrazia non esistono alternative praticabili a questa posizione. A quei valori liberali, democratici, antifascisti, vogliamo tenere fede».

A nulla o quasi è servito il post su Facebook del direttore del Salone Nicola Lagioia che, per chiarire la distanza da posizioni fasciste del Comitato editoriale del Salone, con la rassicurazione che Salvini non avrebbe presentato il suo libro e invitando così tutti i politici a non strumentalizzare l’evento per scopi personali.

Intanto diventa trend topic #iovadoatorino cui hanno già aderito molti scrittori e cittadini che si sono detti presenti all’evento per ribadire il valore del dialogo, della cultura e dell’antifascismo. C’è chi andrà per metterci la faccia, chi per non lasciare che il suo spazio vuoto venga occupato da un’ideologia fascista e chi andrà per cantare “Bella ciao” davanti allo stand di Altaforte. #iovadoatorino per lanciare un solo messaggio: Vinca la cultura!

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Porte chiuse al libro di Salvini al Salone del libro: spazio vietato a tutti i politici scrittori. Il libro intervista di Matteo Salvini pubblicato dalla casa editrice di Casapound Altaforte non sarà al Salone  del Libro di Torino. Nicola Lagioia [Direttore del Salone]chiarisce che la sua richiesta agli editori di non portare al lingotto politici in veste di scrittori riguarda ovviamente tutti. La campagna elettorale rischierebbe di semplificare temi che invece alla Bookfair  torinese  sono analizzati con la complessità che meritano, spiega il direttore del Salone. Nessun divieto invece se Salvini  o Di Maio vorranno venire al salone nel loro ruolo istituzionale “La politica quest’anno la lasciamo agli scrittori, ai filosofi, ai giornalisti, ai politologi, agli artisti in generale. La richiesta è stata accolta da tutti gli uomini politici con cui abbiamo avuto un’interlocuzione, diretta o mediata  -precisa Lagioia – Ci auguriamo venga rispettata”. Continua a leggere…[Fonte: TORINO.REPUBBLICA.IT – Sara Strippoli ]

Salone del Libro di Torino: una corsa al ‘mi si nota di più se vengo o no?’La volontà di perdere. Ecco ciò che caratterizza coloro che in queste ore hanno pensato bene di boicottare il Salone del Libro di Torino, reo di ospitare la presentazione di un libro pubblicato da Altaforte, editore della “biografia” di Matteo Salvini vicino a CasaPound. Non mi sto riferendo, con “perdere”, alla retorica anti-aventiniana secondo cui gli spazi vanno occupati e se si recede si lascia spazio a coloro che si vorrebbero combattere. O almeno non solo a questo, ché è evidente che l’Aventino, storicamente, non è proprio la migliore strategia possibile.

Né mi riferisco al celebre tafazzismo della sinistra, al suo cupio dissolvi. O, ancora, almeno non solo a quello. Mi riferisco alla più sottile strategia che ragiona sul rapporto vittima-carnefice, e che pensa che per “vincere” occorra “perdere”. In altri termini, è la risposta alla celebre domanda morettiana: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo.  […] Insomma, se per vincere occorre perdere, allora l’unica ipotesi possibile è che davvero al Salone non ci vadano Wu Ming e Christian Raimo, perché metti la malaugurata ipotesi che il Salone dica: “ma no, venite voi e non facciamo venire Altaforte”. Continua a leggere… [Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO – Francescomaria Tedesco]

Salone del Libro, Sandro Veronesi: «Perché è giusto andare a Torino». La XII Disposizione della Costituzione italiana, detta «transitoria» ma ormai anche «finale», recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». («Sotto qualsiasi forma» è il passaggio chiave). La Legge Scelba, del 1952, sanziona col carcere da 18 mesi a quattro anni la ricostituzione del suddetto partito fascista nonché l’apologia del fascismo, la denigrazione dei valori della Resistenza e i metodi razzisti. Io partirei da qui. Finché saranno in vigore quella Disposizione e quegli articoli di legge sarà compito della magistratura e della Corte costituzionale individuarne la violazione e decidere di conseguenza. Poi si può manifestare, protestare e organizzare dimostrazioni di piazza per sostenere e rinforzare questi valori fondanti del nostro ordinamento, soprattutto in tempi, come l’attuale, nei quali essi sembrano sotto minaccia: ma chiedere agli autori di disertare il Salone del Libro di Torino perché tra gli editori presenti ce n’è uno che appartiene alla galassia del neofascismo italiano è un errore.  Continua e leggere… [Fonte: CORRIERE.IT –Sandro Veronesi]

Se il Salone di Torino ignora che il fascismo è fuorilegge. Lo spazio concesso dal Salone del Libro di Torino ai fascistissimi delle edizioni Altaforte è l’ennesimo episodio con cui i valori della Costituzione – che dovrebbero essere l’abc ineludibile di una manifestazione culturale democratica – vengono calpestati e irrisi. Giustissime le proteste, da Raimo a Ginzburg e Wu Ming. Perché denigrare la Resistenza o esaltare il fascismo significa violare la legge. Ma troppi lo dimenticano.
Il Salone di Torino ha concesso uno stand all’editore Altaforte. Se si va sul relativo sito, alla prima schermata compaiono titoli come “La morte a grinta dura – squadristi 1919-1923”, “La rivoluzione fascista”, “Gente di squadra”. Continuando con le schermate continuano le fascisterie. Christian Raimo, consulente del Salone, trova che sia l’ennesimo episodio di un clima di revanscismo fascista e razzista intollerabile, lo scrive in un post (ripreso dal Corriere della Sera il giorno dopo) in cui di questo clima fa anche cinque nomi che impazzano ormai in tv e sui media: Alessandro Giuli, Francesco Borgonovo, Adriano Scianca, Francesco Giubilei e Pietrangelo Buttafuoco. Continua a leggere… [Fonte: TEMI.REPUBBLICA.IT – Paolo Flores d’Arcais]

Visita il sito ufficiale e scopri il programma del 32° SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO > www.salonelibro.it

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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