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Torna il Festival di Yulin e si riaccendono le polemiche

Torna il Festival di Yulin e si riaccendono le polemiche

Tradizioni Vs Tradizioni

Con il solstizio d’estate, il 21 giugno, torna il Festival di Yulin conosciuto anche come Dog Meat Festival, ovvero il festival della carne di cane.

Si svolge a Yulin, città sita nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, in Cina, che arriva a sfiorare poco più di 5.000.000 di abitanti e dove, ogni anno, con l’arrivo dell’estate, per dieci giorni consecutivi vengono barbaramente uccisi, secondo le associazioni animaliste, intorno ai 10mila cani e gatti.

In Cina mangiare carne di cane è una tradizione consolidata da secoli e socialmente accettata, la sua commercializzazione è soggetta a regole e norme sanitarie per la tutela sia del consumatore che dell’animale. Nonostante questo, il Festival di Yulin riesce ad indignare gli stessi cinesi, oltre ad avere un forte impatto a livello internazionale: annualmente attivisti per i diritti degli animali provenienti da tutto il mondo si battono per mettervi fine, tanto che lo scorso anno sono stati liberati più di mille cani.

In diversi Paesi del mondo il cane è considerato al pari di una mucca e quindi, a differenza delle abitudini che si sono sviluppate negli anni in occidente, non è considerato animale da compagnia. Indignarsi quindi per il consumo di cane sarebbe ipocrita se pensiamo a tutte le sagre a base di carne che annualmente sono promosse nella sola Italia. Ma la forte indignazione nasce dalla barbarie cui sono sottoposti questi animali nel corso del festival. Continua a leggere [Fonte PEOPLEFORPLANET – Claudia Faverio]

Approfondiamo con la stampa nazionale:

“DA BAMBINO UCCISERO IL MIO CANE PER CUCINARLO, VI SPIEGO PERCHÉ IN CINA MANGIANO I CANI”. Tony, un giovane attivista cinese, spiega perché i cinesi mangiano i cani. […]Mangiare cani non è molto strano in Cina, ma non lo farò mai. Ho scritto molti articoli in cinese e in inglese, per chiedere alle persone di smettere di far male o mangiare cani e gatti. Penserete che i  cinesi siano selvaggi e cattivi, giusto? Mangiano cani e gatti carini. Ora che sono cresciuto, conosco i motivi.

Carne di cane Cina – Anche se molti cinesi oggi sono ricchi, erano molto poveri 20 o 30 anni fa. Si trattava della popolazione più numerosa del mondo e molti di loro non avevano cibo.

Quindi mangiavano qualsiasi cosa si trovasse in natura. Non solo manzo, maiale, pesce, ma anche cani, gatti, serpenti, cavalli, scimmie, rane, topi, volpi e persino cavallette. […] Quindi i cani sono solo una specie di carne. Non sono considerati come una specie specifica per alcune persone. Ora potreste avere una domanda: Tutti i cinesi mangiano carne? Un proverbio cinese dice “再穷不杀看门狗、再饿不吃耕地牛” “子不嫌母丑,狗不嫌家贫”, che significa che non importa quanto sei povero, non dovresti uccidere il tuo cane, e il tuo cane non ti abbandonerà mai, proprio come i figli non pensano mai che la loro madre sia brutta, anche quando invecchia.

Ma in Cina ci sono oltre 1.5 miliardi di persone. Alcuni stranieri scoprono che 10mila persone mangiano i cani, pubblicano la scoperta su tutti i social media, la trasmettono in TV, la diffondono sul blog, aumentano la consapevolezza, tengono una campagna pubblica, ne parlano a chiunque e a chiunque. Presto la maggior parte delle persone nel tuo paese crede che ogni cinese abusa e mangi i cani. Continua a leggere [Fonte: TPI.IT – Jidong Wu

DAVIDE, L’ITALIANO CHE SALVA I CANI DAL FESTIVAL CINESE DI YULIN: “LI STAVANO PER BOLLIRE VIVI”

[Fonte: FANPAGE.IT]

TUTTI AMANO I CANI MA NESSUNO LI ADOTTA. Il rapporto sul randagismo 2019 della LAV: il numero dei cani nei rifugi continua ad aumentare. La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha realizzato per il terzo anno consecutivo uno studio sul randagismo in Italia, con alcuni risultati positivi ma altri piuttosto sconfortanti, ad esempio il numero dei cani detenuti nei canili rifugio è cresciuto del 9,26% in un solo anno.
Per realizzare queste statistiche la LAV ha chiesto alle Regioni e alle Province Autonome di indicare quante strutture di accoglienza per cani e gatti fossero presenti sul loro territorio, quanti cani, dopo essere stati catturati, fossero stati restituiti al proprietario, quanti fossero quelli presenti nei canili rifugio, il numero delle colonie feline, delle sterilizzazioni effettuate e quello delle adozioni. Dall’analisi dei dati forniti “è emerso un quadro che conferma una situazione tutt’altro che positiva”, spiega la Onlus nel comunicato stampa che accompagna lo studio.

Innanzitutto il Paese risulta in pratica diviso in due per quanto riguarda il numero di cani randagi: nel Centro-Nord Italia (ad eccezione del Lazio) il randagismo è contenuto, mentre al Sud e nelle Isole il numero dei cani randagi è ancora rilevante.

A livello nazionale cresce il numero dei cani nei rifugi, con un aumento, come dicevamo, di poco meno del 10 percento in un anno. Degli 114.866 cani nei canili italiani, ben il 72% (82.342) si trova nelle strutture del Mezzogiorno, scrive la Lav. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT – Margherita Aina]

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

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Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.