Torre Maura: Rom vs Italiani. Due popoli senza diritti?

La rivolta di via Codirossoni tra negazione di diritti e razzismo

Nel pomeriggio di martedì 2 aprile iniziano i primi scontenti dei residenti di Torre Maura (Roma), contrari all’inserimento, presso una struttura autorizzata in via Codirossoni (VI municipio), di circa 70 persone di cui più di 30 bambini, di origine Rom, Sinti e Caminanti. La protesta, che ha visto la presenza anche di militanti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova, ha assunto quasi fin da subito una piega violenta, tanto ché la Digos di Roma è al lavoro per individuare gli autori della protesta. L’impossibilità di dialogo con i manifestanti, la crescente violenza e la paura che qualcuno potesse realmente farsi male hanno spinto il sindaco Virginia Raggi a fare dietrofront. In questi giorni gli ospiti di via Codirossoni verranno quindi ricollocati progressivamente, tra il disappunto della Raggi ribadito in un tweet: “Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova” e il sollievo dei residenti che ribadiscono la difficile situazione che le periferie romane sono costrette a vivere quotidianamente sia in termini di sicurezza che di degrado, due elementi che, purtroppo, caratterizzano molto bene anche il VI municipio.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Roma, da dove nasce la rivolta contro i rom a Torre Maura. Tutto nasce da una domanda: al di là delle strumentalizzazioni dei protagonisti della protesta, i cittadini di Torre Maura – ovvero gli abitanti dell’estrema periferia romana – non vogliono vicino alle loro case i rom o non vogliono i campi rom? Alla prima questione è facile rispondere numeri alla mano: su tutto il quadrante est della Capitale, dove insiste anche Torre Maura, il tasso di residenti stranieri è molto alto e altrettanto elevato è quello delle famiglie rom che da decenni vivono, in una convivenza pacifica, in case private o in alloggi dell’edilizia residenziale pubblica. Quindi la protesta era contro la nascita di un campo rom? Ma allora cos’è il centro di via Codirossoni dove i rom sarebbero dovuti essere accolti? Occorre fare un passo indietro di un paio di anni quando, nel maggio 2017, la sindaca Virginia Raggi ha presentato il Piano rom della Capitale, il “capolavoro da applausi” secondo la citazione di Beppe Grillo. In quell’occasione la sindaca annunciò la chiusura dei campi rom della Capitale attraverso il solo utilizzo dei fondi europei e “la fine della mangiatoia” Continua a leggere…

Fonte: Il Fatto Quotidiano – Carlo Stasolla 

Quegli sporchi zingari che nessuno vuole: la vergogna del pogrom anti-rom a Torre Maura. Nella storia italiana i moti per il pane si facevano per riempire le bocche, non per svuotarle. Il piccolo e lurido pogrom anti-Rom di ieri, 2 aprile 2019, a Torre Maura, ha ribaltato questo cardine, e ha trasformato le fette di pane timbrate dalle pedate nere nella bandiera della nuova Vandea razzista: megafoni, agitatori di Casapound, piccoli teppisti arrabbiati e periferia che insorge contro “quelli che rubano, puzzano e non fanno nulla dalla mattina alla sera”. Il Comune aveva trovato una sistemazione programmata per le famiglie Rom, settanta persone e – soprattutto – per trentatré bambini che devono essere scolarizzati: gli attizzatori di roghi si sono opposti al trasferimento e hanno acceso con sapienza le fiamme della rabbia. Non ci sono ragioni, non ci sono pretesti, non ci sono motivi o casus belli che giustifichino quanto è accaduto: la struttura è a norma, inserita in un progetto di accoglienza del Comune, monitorata dai servizi sociali. La sua inaugurazione mette fine ad una baraccopoli, quella sì infame e pericolosa, che prosperava a soli quattro chilometri di distanza. Stavolta tutto è diventato puro pretesto. E così anche questa rivolta ci interroga sul modo troppo accondiscendente in cui abbiamo lasciato passare, senza troppe resistenze, l’idea che Negro è sporco, Povero è brutto, Rom è ladro. Continua a leggere…

Fonte: The Post Internazionale – Luca Telese

Torre Maura, CasaPound: “Cosa è successo e perché i 5S hanno tradito le periferie” […] Diversi media ed esponenti politici hanno accusato gli abitanti di Torre Maura di razzismo per aver insultato i rom al loro arrivo e aver messo in atto la protesta. Come risponde? “Rispondo che questo non è razzismo ma semplice esasperazione. Questi sono quartieri dove il Partito Democratico non prende il 40% come avviene al centro di Roma, e dove gli abitanti vivono situazioni di assoluto disagio e degrado. E’ normale quindi che vedano come un insulto l’arrivo dei rom nel centro di accoglienza. Qui ci vive gente che non ha lavoro, che guadagna stipendi da fame, che deve faticare per arrivare a fine mese e gestire casa e famiglia, che deve fare i conti con seri problemi di vivibilità. Come possono accettare supinamente l’arrivo di altri problemi destinati ad aggravare una situazione già critica? Perché questi rom non vengono portati nei quartieri dove vivono i benpensanti che si indignano e accusano di razzismo la gente di Torre Maura? Quartieri dove questi signori organizzano gli aperitivi da 200 euro? Perché le emergenze devono essere sempre scaricate sulle periferie? Continua a leggere…

Fonte: Lo_Speciale – Americo Mascarucci

Fonte immagine: IlFattoQuotidiano

Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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