Trova le differenze tra il nuovo stadio della Roma e il nuovo stadio del Tottenham

Dopo quattro anni, il progetto di Pallotta è ancora fermo. A Londra gli Spurs hanno completato l’opera in due anni

“Trova le differenze” è il titolo di uno storico gioco de La Settimana enigmistica. I responsabili della pubblicazione non accetterebbero mai una puntata dedicata alle differenze tra il nuovo stadio della Roma e il nuovo stadio del Tottenham. Sarebbe troppo facile la soluzione. In realtà, le differenze sarebbero tra la realizzazione di un nuovo impianto in Italia e di uno in Inghilterra, a Londra.

Era il 4 settembre 2014 quando la giunta romana del sindaco Ignazio Marino approvava la delibera di interesse pubblico per il progetto che prevedeva la realizzazione dello stadio a Tor di Valle.

Cinque anni dopo, quasi cinque anni dopo, siamo più o meno fermi ancora a quella delibera. Sono cambiate molte cose. È cambiata anche l’amministrazione comunale: ora governano i Cinque Stelle e la sindaca Virginia Raggi ha modificato il progetto iniziale. Sono cambiate le cubature previste e anche i lavori previsti per l’area circostante. Non ci addentriamo nel progetto, sarebbe inutile. Fermo era cinque anni fa; fermo è adesso.

In più, la scorsa settimana è stato arrestato il presidente del consiglio comunale di Roma Marcello De Vito: è accusato di aver intascato un accomodamento in contanti per i Magazzini generali di Ostiense. Soprattutto, lo scriviamo qui incidentalmente, De Vito è protagonista di una intercettazione telefonica che potremmo definire spartiacque, al livello di quella di Ricucci per i furbetti del quartierino. Questa passerà alla storia come l’intercettazione della “congiunzione astrale” che ha dato anche il nome alla relativa inchiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Fin qui, Roma l’Italia. A Londra, fronte Tottenham, le cose sono andate diversamente. Leggermente. Appena appena. Il Tottenham ha pensato bene di rifare lo stadio. Anche lì hanno incontrato qualche intoppo. Intoppi inglesi, ovviamente. Avevano previsto diciotto mesi per realizzare il nuovo impianto e invece ne hanno impiegati addirittura ventiquattro. Non ci sono più gli inglesi di una volta.

Sono partiti nel 2017, con due anni e mezzo di ritardo rispetto al progetto della Roma di Pallotta. Con la piccola differenza che mercoledì 3 aprile ci sarà l’inaugurazione ufficiale per la partita di Premier League tra Tottenham e Crystal Palace.

Lo stadio è costato circa 800 milioni di euro. L’impianto avrà 62mila posti a sedere e si sviluppa su nove piani.

Udite udite, ci sono due terreni di gioco. Entrambi retrattili. Uno utilizzato per il calcio. L’altro per il football americano. Il Tottenham ha stipulato un accordo con la Nfl – il campionato di football americano – che giocherà nel nuovo stadio almeno due partite all’anno. E non ci saranno polemiche per l’eventuale deterioramento del terreno di gioco: ne hanno realizzati due apposta.

Le novità non finiscono qui: il nuovo White Hart Lane sarà uno stadio in cui non circolerà denaro contante. Si pagherà soltanto con carte di credito o prepagate del Tottenham.

I bar non si contano, ce ne sarà uno col bancone più lungo d’Europa: 65 metri. Un sistema tecnologico all’avanguardia consente di riempire le birre inserendo il boccale sotto il rubinetto. Il sistema in grado di versare diecimila litri di birra al minuto.

Ovviamente – ci vergogniamo a sottolinearlo – il wi-fi è libero e gratuito, ed è garantita la copertura mobile dei quattro principali fornitori di reti del Regno Unito.

Ci sono sei maxi-schermi: quattro all’interno e due all’esterno. Due tra quelli all’interno sono di 325 metri quadrati: i più grandi esistenti in uno stadio occidentale.

Forse la differenza è che non sappiamo chi sia il presidente del consiglio comunale di Londra.

Fonte imm copertina: Calcio e Finanza

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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