Combustibili fossili in placenta

Trovate tracce di combustibili fossili nella placenta

E’ la prima prova diretta

La prima prova diretta ottenuta su 28 donne che vivono in aree inquinate. L’ipotesi è che le particelle possano causare nascite pre-termine o peso basso alla nascita

I combustibili fossili lasciano il segno anche nella placenta: in quella di 28 donne esposte a questa forma di inquinamento sono state trovate particelle di nero di carbonio. E’ la prima prova diretta ottenuta su donne che vivono in aree inquinate, ma resta da capire se le particelle sono in grado di raggiungere il feto. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la scoperta si deve ai ricercatori coordinati da Hannelore Bové del Centre for Enviro e Tim Nawrot, dell’Università belga di Hasselt.

Si ipotizza che le particelle di nero di carbonio rilasciate nell’atmosfera dalla combustione dei combustibili fossili abbiano effetti dannosi sull’esito della gravidanza, provocando ad esempio nascite pre-termine o peso basso alla nascita. Di conseguenza, rilevano gli esperti, comprendere come queste particelle influenzano la gravidanza, attraverso effetti diretti sul feto o effetti indiretti attraverso la madre, è necessario per migliorare l’assistenza delle donne in gravidanza che vivono nelle aree inquinate.

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Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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