Ipotesi di truffa alla regione Lombardia: sequestrati 34,7 milioni al gruppo dell’Ospedale San Raffaele (San Donato)

Nuova bufera sul sistema leghista del “privato-convenzionato”

Raggelano, dopo i morti per una pandemia che la Regione Lombardia non ha saputo affrontare al meglio anche per la mancanza di fondi, le nuove indagini sulla sanità privata lombarda che avrebbe rubato a quella pubblica. Quel privato convenzionato voluto dalla Lega e finito molte volte – ormai troppe volte – nell’occhio del ciclone.

I medici che tentavano la denuncia

Questa volta al vaglio degli inquirenti c’è anche una conversazione tra il responsabile dell’ufficio acquisti del gruppo ospedaliero San Donato, Massimo Stefanato, e chi – il 9 luglio 2017 – gli riferiva che un primario di cardiologia avesse denunciato in una riunione del Comitato Etico del San Raffaele quel “marcio” di cui molti sospettavano: “Il professor Antonio Colombo ha detto che l’ospedale San Raffaele fa la cresta sulle valvole aortiche per via delle note di credito, non si spiega perché tale importo non venga girato alla Regione. Bisognerebbe dire al professore che queste cose qua non deve andare in giro a dire, soprattutto in un Comitato Etico, dove ci sono anche degli esterni…”. “Pazzesco! – rispondeva Stefanato – domani gli parlo io”.

Quasi 35 milioni sequestrati

E chissà cosa gli avrà detto, per convincerlo a nascondere quel che oggi la Procura ha al vaglio, con il sequestro di 34,7 milioni sottratti a 8 ospedali del gruppo San Donato, indagati per truffa alla Regione Lombardia perché dal 2013 al 2018, nel farsi legittimamente rimborsare dalla Regione il prezzo di protesi dell’anca e di stent cardiaci, le avrebbero però nascosto che i produttori delle protesi avessero intanto emesso note di credito con cui a posteriori riconoscevano agli ospedali uno sconto sul prezzo, in funzione di precedenti accordi commerciali basati sul volume degli acquisti.

Un meccanismo assodato

Secondo Guardia di Finanza e Procura, il meccanismo è stato il solito che nel 2019 costò l’arresto di Stefanato sulle forniture di farmaci, inducendo il gruppo San Donato a restituire alla Regione 10 milioni con altri 5,5 milioni recuperati da tre case farmaceutiche.

La difesa

Cade dal pero il gruppo San Donato, che definisce addirittura incomprensibile il sequestro perché “nessun parallelismo può esistere” tra il sistema di rimborso dei farmaci e quello “palesemente differente” delle protesi, sostenendo di “aver sempre operato nel rispetto della legge”, con “nessun vantaggio” proprio ma “esclusivamente un profilo amministrativo per il quale pende già un ricorso del gruppo al Tar”.

Le altre mail sotto sequestro

Tra gli elementi agli atti, però ci sono e-mail che sembrano collegare l’utilizzo clinico di questa o quella protesi alla programmazione di «obiettivi annuali» da parte degli ospedali. Il 25 luglio 2017, ad esempio, il capo ufficio acquisti avverte il cardiologo che sugli stent di una certa marca si è “estremamente al di sotto del programma annuale”, e perciò chiede al primario di sospendere l’uso di valvole di altri produttori per concentrarsi invece su queste, “altrimenti non riusciamo per fine anno a raggiungere l’obiettivo”. Stesso schema (ma all’inverso) nelle mail del 18 e 19 settembre 2017, quando il capo ufficio acquisti segnala al primario che “sono stati raggiunti ed ampiamente superati gli obiettivi” commerciali di una certa valvola, e dunque lo invita a smettere di usarla e a incentivare invece l’impianto delle valvole di un altro produttore, il cui target doveva ancora essere centrato.

Leggi anche, sullo stesso argomento:

Sanità: l’Italia è davvero al top?

Covid-19, Lombardia: indagati i vertici del San Matteo e la Diasorin

Lanciata una raccolta firme per commissariare la sanità della Lombardia

Gino Strada: “In Lombardia devastata la sanità pubblica”

La Lombardia in piena crisi Covid-19 si autocelebra (Video)

Covid-19, Lombardia: 450 euro per la diagnosi a domicilio

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy