Tumori, l’allarme Aiom: “1,4 milioni screening in meno durante la pandemia”

“La Covid auspicabilmente passerà, come è stato per la peste, ma il cancro rimarrà”.

Il Covid rallenta gli screening oncologici, sono 1 milione e 400mila i controlli saltati nei primi cinque mesi del 2020. Meno screening significano meno tumori, esistenti, ma non ancora diagnosticati, tra le maggiori riduzioni si registrano le nuove diagnosi di tumore della mammella (2.099 in meno) e del colon-retto (611 in meno), ma anche delle lesioni che possono essere una spia di quest’ultima neoplasia (quasi 4.000 adenomi del colon-retto non diagnosticati) o del cancro della cervice uterina (circa 1.670 lesioni CIN 2 o più gravi non diagnosticate). Malattie da cui si ha più probabilità di guarire se vengono diagnosticate tempestivamente.

Un quadro preoccupante, avverte l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che potrebbe portare ad un aumento della mortalità nel medio termine. La diagnosi precoce in alcune patologie risulta di primaria utilità, basti pensare che il tumore della mammella diagnosticato in fase preclinica può guarire oltre il 95% dei casi, tuttavia la diagnosi precoce in questi mesi si è rivelata difficile, talvolta inaccessibile, per difficoltà oggettive – esami saltati, carenza di personale, impossibilità di spostarsi – ma anche per difficoltà soggettive, perché molti cittadini hanno rinunciato volontariamente al consueto screening per paura di recarsi negli ospedali, divenuti, specie nei primi tempi, centri di diffusione del virus.

Bloccati non solo gli screening, ma anche gli interventi ‘non urgenti’, servono quindi più risorse, per la lotta contro il cancro, per potenziare telemedicina e creare percorsi di collaborazione con la medicina del territorio ammonisce l’Aiom: “non solo per le terapie ma anche per potenziare la telemedicina e per creare percorsi definiti di collaborazione con la medicina del territorio”. Per questo, afferma Giordano Beretta, presidente Aiom, “bisogna assolutamente considerare la possibilità che una parte delle risorse del Recovery Fund possano essere destinate al settore dell’oncologia. La Covid auspicabilmente passerà, come è stato per la peste, ma il cancro – ha ricordato – rimarrà”. 

Leggi anche: Cancro, nuova analisi del sangue scova oltre 20 tumori

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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