Turbina record da 2 MW, un gioiello tecnologico che produce energia dalle maree

Lo sfruttamento delle correnti marine potrebbe soddisfare fino a un terzo del fabbisogno elettrico mondiale

AR2000: la mega-turbina

L’ultimo progetto di turbina della SIMEC Atlantis Energy, produttore britannico di turbine di maree, si chiama AR2000 e ha 2 MW (megawatt) di potenza: è la più grande turbina a singolo rotore mai messa in produzione. L’eolico off shore, si sa, sceglie taglie giganti, ma oggi anche gli impianti che sfruttano correnti e onde sono progettati in grande.

La Simec Atlantis Energy (Australiana di nascita e poi trasferita a Singapore) ha da poco annunciato il progetto: «L’AR2000 segna il culmine di 15 anni di investimenti, incessante sperimentazione, test rigorosi e operazioni sottomarine», ha detto Drew Blaxland, direttore dei servizi di ingegneria e turbine dell’azienda che vanta oltre i 1.000 MW di progetti energetici da fonti rinnovabili in varie fasi di sviluppo – compresi i progetti che utilizzano il flusso di marea.

L’AR2000 sarà montato in opera come parte di un sistema di generazione delle maree da rotore più grande e consentirà la connessione multi-turbina su un unico cavo elettrico «con un’architettura che consente di collegare più turbine in parallelo, riducendo i costi e l’impatto dell’infrastruttura sottomarina». SIMEC Atlantis prevede che la turbina fornirà 25 anni di funzionamento.

La sperimentazione dell’AR2000 è stata effettuata durante più di 13.000 ore di funzionamento della turbina Marine Current Turbines SeaGen situata in Irlanda del Nord e di 4.000 ore di funzionamento dell’AR1500 (modello di potenza minore) effettuate in Scozia.

Lo sfruttamento delle maree

Fino a un terzo del fabbisogno elettrico mondiale potrebbe essere soddisfatto grazie allo sfruttamento delle maree. Ma la strada per raggiungere questo obiettivo è ancora tutta da percorrere perché se è vero che ci sono grosse potenzialità dall’energia marina, queste convergono per lo più in 5 Paesi al mondo.

Anche se la prima centrale elettrica mareomotrice è stata realizzata già nel 1966 – la bretone Rance, sull’estuario dell’omonimo fiume – a oggi esistono nel mondo solo 5 impianti in funzione: oltre a quello francese, uno in Canada, uno in Russia, in Corea del Sud (il più grande al mondo per capacità installata) e uno in Cina. Se a queste strutture si aggiunge una serie di aree identificate come idonee per lo sfruttamento dell’energia marina, tra cui il Golfo del Mezen’ nel mar Bianco e il Golfo del Tugur nel mare di Ochotsk, per i quali il governo russo ha calcolato una potenza sfruttabile di, rispettivamente, 15 e 6,8 GW, gli esperti sono arrivati a stimare che le centrali mareomotrici potrebbero generare teoricamente fino a 5792 Twh (terawatt ora) l’anno. Ma, resta il fatto che, il 90% della risorsa è distribuito in Australia, Canada, Regno Unito, Francia, Russia e Stati Uniti (Alaska).

Nel rapporto “Energia dalle correnti” marine edito da ricercatori CNR ENEA e RSE è stato calcolato che entro il 2050 la produzione Europea dall’insieme di onde e correnti potrebbe arrivare a circa 100 GW (pari a circa il 10% del consumo elettrico dell’UE), la maggior parte proveniente dalle correnti marine. L’energia da correnti marine presenta il vantaggio di essere prevedibile anche a lungo termine con estrema precisione, con evidenti benefici pratici in termini di pianicazione dell’approvigionamento energetico e dei flussi di rete.

Nonostante il Mediterraneo sia un bacino quasi chiuso e quindi con scarso sviluppo di correnti, esiste un numero limitato di siti che hanno un notevole potenziale energetico, primo tra tutti lo Stretto di Messina.

Fonti:

http://www.rinnovabili.it/energia/moto-marino/energia-dalle-maree-arriva-la-turbina-record-da-2-mw/

https://renewablesnow.com/news/simec-atlantis-introduces-new-2-mw-tidal-power-turbine-system-626541/  (foto turbina)

http://www.rinnovabili.it/energia/moto-marino/energia-marina-maree/
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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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