Come far diventare il proprio hotel o la propria struttura alberghiera un luogo eco-friendly attento all’ambiente. Disegno di Armando Tondo, settembre 2019.

Turismo sostenibile: tutti ne parlano ma che fatica…

Viaggiatori e ospiti delle strutture chiedono attenzione all’ambiente anche in vacanza: come trasformarsi in hotel eco-friendly senza spendere un capitale

Bandire la plastica e ricordare ai viaggiatori che non è il caso di lavare ogni giorno la biancheria è utile, ma non basta la loro collaborazione per diventare una struttura alberghiera eco-friendly a tutti gli effetti. Esistono hotel all’avanguardia in questo campo, ma moltissimi ancora faticano a trovare una via d’uscita, soprattutto in Paesi come l’Italia dove la maggior parte sono medio-piccoli, a conduzione familiare e con un budget limitato a disposizione. È complicato adeguare nel giro di poco tempo una struttura datata alla necessità di offrire sistemi smart, moderni, in grado di minimizzare i consumi di energia, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e soddisfare gli ospiti più attenti al Pianeta. Eppure qualche mossa efficace può aiutare a risparmiare risorse e a diventare più sostenibili da subito.

Tree Hotel, Harads, Svezia

Non siamo tutti Greta…

Greta Thumberg ha deciso di evitare l’aereo e di attraversare l’Oceano Atlantico per arrivare al summit sul clima di New York del 23 settembre in barca a vela. La barca è quella di Pierre Casiraghi, la Malizia II, e non ha né bagno né cucina. Ci si arrangia con dei secchi per i bisogni, il cibo è liofilizzato, l’energia elettrica è prodotta con pannelli solari. Grandi propositi, seguiti da altrettanto grandi polemiche. La più ricorrente riguarda proprio Casiraghi, la cui famiglia figura tra i proprietari della Monacair – Monaco Helicopter Charter Company, che fa decollare qualcosa come 50 voli al giorno da Nizza o da Monaco. Elicotteri. Gli stessi elicotteri contro cui Greta si scaglia e che rappresentano un modo di viaggiare da cui dobbiamo slegarci sempre di più per evitare emissioni inutili di CO2. La verità, però, è ancora più semplice: la barca di Casiraghi costa qualcosa come 4 milioni di euro, è stata usata durante una serie di regate e sottoposta a manutenzione costante. Nessun cittadino comune desideroso di attraversare l’oceano per vedere la Grande Mela potrebbe permettersi un simile viaggio in barca in nome di un risparmio di CO2. In molti casi, se non esistono treni o altri mezzi meno inquinanti a disposizione, l’unica soluzione per evitare le emissioni generate da un volo è non viaggiare. No, non siamo ancora disposti a tanto e speriamo utopicamente che siano le compagnie aeree a rivelarci presto un piano serio per ridurre drasticamente le emissioni legate ai nostri spostamenti.

I viaggiatori vorrebbero più sostenibilità

Il Sustainable Travel report di Booking.com conferma la sensazione che spesso proviamo al momento di prenotare una struttura: vorremmo scegliere hotel attenti al proprio impatto ambientale, ma spesso non sappiamo come procedere, non troviamo filtri chiari sui motori di prenotazione, oppure non possiamo spendere di più per viaggiare sostenibile. Lo dice il 36% del campione intervistato. Percentuali simili indicano che spesso le mete descritte come sostenibili risultano meno appetibili (questo denota un problema di comunicazione delle destinazioni) e l’impossibilità di viaggiare sostenibile per via di impegni obbligati che mal si sposano con i buoni propositi. Resta però il fatto che il 72% dei viaggiatori sia convinto della necessità di prendere decisioni di viaggio sostenibili per salvare il Pianeta e preservarlo per le generazioni future, ma poi mancano informazioni chiare sulle ecolabel per le strutture ricettive, sebbene un terzo del campione sarebbe contento di scegliere un hotel in base a standard internazionali.

L’altro problema cronico è che si rivela più complicato fare scelte sostenibili quando si è in vacanza. Lo sappiamo tutti: viaggiare richiede organizzazione e verificare che ogni spostamento ed ogni attività siano ad impatto ambientale contenuto implica un’organizzazione ancora maggiore, spesso diventa una giungla. Ecco perché il 31% pensa che le vacanze siano un momento speciale, durante il quale non vuole preoccuparsi della sostenibilità. Questa risposta, vista da un’altra prospettiva, significa che viaggiare nel rispetto dell’ambiente deve diventare più semplice e le aziende dell’ospitalità devono darci una mano a rendere i comportamenti eco-friendly più agevoli da mettere in pratica.

Essere hotel plastic free non basta

Bisogna agire su sprechi e risparmio di risorse

Ormai è anche una moda, quella di bandire la plastica dagli esercizi commerciali. Una moda che ci piace e fa bene al Pianeta, ma non è sufficiente. Per un hotel bandire prodotti e stoviglie monouso dalla sala colazioni e nelle stanze è certamente un notevole passo avanti e può far risparmiare anche in termini monetari, ma è soltanto un piccolo passo, per quanto apprezzabile. Bisogna agire anche su altri fronti, che possono peraltro condurre ad un risparmio sul lungo periodo.

È necessario, soprattutto, riflettere seriamente sullo spreco di energia e puntare all’ottimizzazione delle risorse. “Riorganizzare” è la parola chiave. E qui scatta il vero problema: occorre investire sulla struttura, ad esempio puntare su interventi di isolamento termico o coibentazione, occorre dotarsi di infissi nuovi e sistemi di riscaldamento e ventilazione moderni, a basso consumo ed elevate performance.

È l’intero sistema-hotel che va ripensato. La MGM Resort International di Las Vegas, qualche anno fa, ha scelto di pagare una penale di 86 milioni di dollari per rescindere il contratto con la Nevada Power e passare da un operatore che garantisse l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. Motivo: gli ospiti sono diventati più attenti a questi aspetti. D’altra parte, il cliente ha sempre ragione…

Cibo, elettrodomestici, rifiuti, illuminazione

Non è complicatissimo, per certi versi, rendere un hotel più sostenibile. Pensiamo al cibo. La comunità locale può offrire prodotti a km zero di qualità altissima, che non hanno bisogno di essere trasportati fino a destinazione generando emissioni inutili. Il menu del ristorante può offrire pasti vegani o vegetariani ed evidenziare la scelta di partner affidabili, che offrono prodotti genuini e bio. Utilizzare l’acqua del rubinetto è ovviamente preferibile alle bottiglie di plastica, per quanto siano riciclabili se conferite negli appositi contenitori. A questo proposito, non di rado si trovano contenitori per la raccolta differenziata negli spazi comuni ma non nelle camere… per quale motivo? Gli ospiti vanno messi in condizione di seguire comportamenti corretti. L’acqua è una risorsa preziosa non solo in tavola, per evitare sprechi si possono installare riduttori di flusso sui rubinetti, mentre l’acqua piovana si può raccogliere, trattare e destinare all’irrigazione o agli sciacquoni.

Non dimentichiamo la questione illuminazione, uno dei tasti dolenti. Le chiavi magnetiche assicurano che le luci delle stanze siano spente all’uscita degli ospiti, ma non tutte le strutture funzionano così. Si può però porre rimedio allo spreco di energia montando almeno sensori di movimento e, naturalmente, scegliendo lampadine a led o a basso consumo. Dovrebbe essere già così da tempo. Stesso discorso per gli elettrodomestici: se vanno cambiati, meglio spendere qualcosa in più e scegliere modelli di Classe A. Se poi l’energia e l’acqua calda vengono prodotte utilizzando pannelli solari, ancora meglio (ma anche questo implica un investimento non sempre possibile).

Gli ospiti vanno sempre coinvolti. Ogni scelta va comunicata efficacemente attraverso talloncini, brochure, contenuti sui canali online, altrimenti nessuno saprà mai di dover scegliere proprio quella struttura perché al Pianeta ci tiene quanto i viaggiatori. Sarebbe utile anche offrire biciclette a noleggio, dotarsi di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici o almeno proporre itinerari e soluzioni per incentivare la mobilità sostenibile.

Quando poi gli ospiti se ne vanno entra in gioco il reparto housekeeping. Per la pulizia esistono da anni prodotti eco. Bando ai detersivi nocivi per l’ambiente e alle sostanze chimiche. I prodotti sostenibili detergono allo stesso modo, così come i prodotti per l’igiene personale che vengono solitamente inseriti nei set di cortesia a disposizione nelle camere e che, troppo spesso, comprendono ancora flaconi monodose in plastica (in qualche caso del tutto inutili e inutilizzati).

Immagine di copertina: Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.