Faceapp cosa sapere e dove finiscono le foto

Tutto quello che (non) volete sapere sull’uso che Faceapp fa delle vostre foto

Circa 80 milioni di persone hanno già scaricato

Dietro la popolare app che invecchia il viso c’è una società russa, con server negli Usa e poche informazioni su come userà i dati. La privacy non rispetta il Gdpr

Dal vip al vicino di casa, sembra che la tentazione di condividere un nostro selfie con il filtro “nonno” sia irresistibile. Sui social network è montata in pochi giorni la Faceapp Challenge, complici le nuove funzioni di Faceapp, un’applicazione per modificare i tratti del viso, tornata alla ribalta per via del filtro che invecchia. L’intelligenza artificiale modifica i tratti del volto in modo sorprendentemente naturale. Circa 80 milioni di persone hanno già scaricato il programmino dal debutto a gennaio 2017.

L’uso che Faceapp fa di dati e foto, però, non è chiaro e i documenti ufficiali, sulla privacy e sulle condizioni d’uso, lasciano molti punti interrogativi.

Dove vanno a finire le foto

Quando elaborate un selfie con Faceapp, questo passa dai server dell’azienda, la russa Wireless Lab OOO, sede a San Pietroburgo. “Per generare questi filtri, come la faccia che invecchia, si usano reti neurali generative avversarie, che devono girare su computer potenti”, commenta a Wired Luca Sambucci, esperto di Eset, società di sicurezza informatica. La potenza di calcolo di uno smartphone, insomma, non basta. La prova del nove? “Se sei in modalità aereo, la app non funziona e ti segnala di collegarti a internet. Dimostra che l’immagine va sul loro server”, prosegue Sambucci.

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