Ue sotto accusa alla Corte dell’Aia per crimini contro l’umanità

Ue sotto accusa alla Corte dell’Aia per crimini contro l’umanità

Un gruppo internazionale di avvocati ha denunciato l’Ue alla Corte dell’Aia

“Siamo governati da persone che non hanno alcuna considerazione per la vita umana. Persone che dovrebbero essere portate davanti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità’”, aveva detto Gino Strada ospite in una trasmissione televisiva giusto lo scorso 14 marzo. E così è stato.

Dal The Guardian a El Pais la notizia ha fatto scalpore: “Crimini contro l’umanità”, questo il capo d’accusa presentata alla Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) da un gruppo internazionale di avvocati dove figurano Juan Branco, che ha lavorato in passato alla Cpi e al ministero degli esteri francese, e Omer Shatz, avvocato israeliano che insegna all’università Sciences Po di Parigi. La denuncia è rivolta all’Unione Europea e agli Stati membri che hanno svolto un ruolo di primo piano nella crisi dei rifugiati, Francia, Germania e Italia. Il documento, che conta 245 pagine, chiede un’azione punitiva sulla politica migratoria dell’Ue basata sulla deterrenza nei centri di prigionia in Libia.

“Per arginare i flussi migratori dalla Libia” si legge nel documento, “al posto di operazioni di salvataggio e sbarco sicure come prescrive la legge, l’Ue sta orchestrando una politica di trasferimento forzato nei campi di concentramento, come le strutture di detenzione dove vengono commessi crimini atroci”. Strutture finanziate dagli stessi Stati Ue, tra i quali l’Italia, la più interessata dagli sbarchi.

Gli Stati interessati dagli sbarchi devono accogliere i migranti in strutture apposite, devono curarli nel caso siano malati o disidratati, devono sottoporre controlli, devono affidarsi a vari ingranaggi della giustizia per stabilire chi ha il diritto all’asilo e chi no. Tutto ciò costituisce un costo economico per le casse dello Stato. Quindi, anziché implementare un sistema di accoglienza obiettivamente costoso e lungo, conviene finanziare i libici. E qui si annida il fulcro della questione. Il problema della politica migratoria di Salvini non è tanto che abbia fermato una nave, azioni che sono più che altro slogan e messaggi, ma che continua la linea di Minniti, finanziando i campi di concentramento.

Altro aspetto piuttosto controverso è quello legato alla posizione della Lega sulla riforma dei trattati di Dublino, approvata il 16 novembre 2017, che ridistribuirebbe i migranti in tutta Europa, migliorando nettamente il testo ricevuto dalla Commissione europea.

Riforma per giunta approvata con una maggioranza dei due terzi: 390 sì, 175 no e 44 astenuti. Uno schieramento massiccio, che andava dai socialdemocratici ai verdi, ai popolari, ai liberali. Perché si attivi la riforma, il procedimento legislativo richiede che la riforma passi poi dal Parlamento al vaglio del Consiglio dell’Unione europea, dove siedono i governi, che nei quattordici mesi dal varo si sono ben guardati dal ratificarla, anzi l’hanno boicottata. Come mai il governo gialloverde non ha ratificato la riforma che risolverebbe i problemi di cui si sta lamentando Salvini ogni giorno? E che vuol fare Salvini? Non è chiaro.

“Rinegoziare i trattati”, dice, ma il suo consenso elettorale è in gran parte debitore alla percezione di insicurezza legata alla paura delle “invasioni”, nonostante i primi mesi del 2018 abbiano mostrato segnali in direzione opposta. I migranti sbarcati in Italia nei primi sei mesi del 2018, secondo i dati forniti dallo stesso ministero dell’Interno, sono 13.430: -77,2% rispetto al 2017 e -71,4% sul 2016.

Fonti:

https://www.lastampa.it/2019/06/03/esteri/gravi-colpe-nella-gestione-dei-migranti-lue-denunciata-per-crimini-contro-lumanit-allaia-TN1LdB7Uofjrqffmrz4EsN/pagina.html

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-06-04/il-regolamento-dublino-cos-e-e-perche-riforma-non-piace-salvini-114327.shtml?uuid=AE5RzwzE

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-06-04/il-regolamento-dublino-cos-e-e-perche-riforma-non-piace-salvini-114327.shtml?uuid=AE5RzwzE

Fonte immagine: foto di 3D Animation Production Company da Pixabay

Stela Xhunga

Stela Xhunga