Uk, la morte di una bambina per smog tira in causa il governo

L’amministrazione sarà interrogata per accertare se l’inquinamento atmosferico di Londra ha causato la morte di Ella

Ella Kissi-Debrah ha solo 9 anni quando muore nel 2013, a Londra (mentre era sindaco Boris Johnson), per un fatale attacco d’asma, dopo 3 anni di convulsioni e ben 27 visite in ospedale per problemi respiratori. Nel 2014, l’inchiesta incentrata sulle sue cure mediche stabilisce le cause della morte: “insufficienza respiratoria acuta”. Nel 2019 il caso viene riaperto, la sentenza viene annullata dai giudici dell’Alta Corte perché sono emerse nuove prove riguardanti i livelli di inquinamento dell’aria londinese. Nel 2020 l’inchiesta cercherà di venire a capo di un solo quesito: l’alto livello di inquinamento atmosferico di Londra è stata la causa della morte della bambina? Sul caso verrà interrogato ufficialmente il governo inglese, per diretta applicazione della legge che tutela il diritto alla vita ed esamina il ruolo degli enti pubblici nella morte di una persona.

Ella viveva a 25 metri dalla South Circular Road a Lewisham, nel sud-est di Londra, una delle strade più trafficate della città. Il rapporto del prof. Stephen Holgate del 2018 ha rilevato che i livelli di inquinamento atmosferico nella stazione di monitoraggio di Catford a un miglio dalla casa di Ella hanno “costantemente” superato i limiti legali dell’UE nei tre anni precedenti la sua morte.

Nonostante gli scienziati inglesi abbiano sinora collegato almeno 40mila decessi all’alta percentuale di smog in Regno Unito, Ella potrebbe essere la prima per cui legalmente viene accertato che l’inquinamento atmosferico è la causa di morte. 

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Foto: The Ella Roberta Family Foundation

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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