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Un albero per ogni vittima del Coronavirus: nasce a Firenze il parco Covid

Un’azione simbolica e di impegno ambientale che ha più valore di qualsiasi monumento

Un albero per ogni vittima

A Firenze nasce il parco Covid e si spera che l’iniziativa venga imitata in tutta Italia. Perché piantare alberi è un’azione simbolica: ridare ossigeno a una città in memoria dei cittadini che non ci sono più per via di un virus che colpisce i polmoni sottraendo letteralmente ossigeno ha più valore di qualsiasi onorificenza. Ma è anche uno step necessario per la fase 2, in ragione di svariati motivi di ordine pratico.

Ridare ossigeno alla città in memoria delle sue vittime

Sono stati piantati ieri a Firenze i primi alberi dell’iniziativa DonaUnAlbero, interrotta dal Coronavirs e ripresa proprio in memoria di chi, a causa della malattia, non c’è più. Ciascun arbusto riporta una dedica a un caro che è venuto a mancare a causa della pandemia. “Un simbolo di rinascita, un modo per ricordare nei decenni le persone scomparse”, ha detto il sindaco Nardella all’inaugurazione:

Se l’emergenza Coronavirus ci ha insegnato qualcosa è che la questione ambientale è centrale. L’idea di una Firenze più verde, già al centro del programma di mandato, lo diventa oggi ancora di più. Andiamo avanti quindi con convinzione nella realizzazione di interventi di sviluppo urbano sostenibile, come i progetti di ‘forestazione urbana’ e la messa a dimora di 20mila nuove alberature entro la fine del mandato per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Il progetto ‘Dona un albero’ va in questa direzione coinvolgendo direttamente i cittadini nel percorso verso una Firenze più verde.

Piantare alberi: un impegno necessario per la fase 2

In vista di una fase 2 che rimane ancora un’incognita in vista della stagione autunnale, piantare alberi è un impegno necessario per una serie di ragioni di ordine pratico che hanno, direttamente e indirettamente, a che fare con il Coronavirus. Serve per:

  • Azzerare le emissioni di anidride carbonica: secondo gli scienziati dell’IPCC solo le piante, in particolare gli alberi e le foreste, sono in grado di assorbire CO2 con la fotosintesi (si stima che un albero possa arrivare ad assorbire fino a 20 kg di CO2  l’anno).
  • Combattere il consumo di suolo e, grazie all’ombreggiamento ed alla evapotraspirazione delle chiome, abbassare la temperatura dell’aria dai 2 agli 8 gradi centigradi, contrastando le ondate di calore, particolarmente nelle città, dove la temperatura è in media di 2 gradi più elevata.
  • Ridurre l’inquinamento atmosferico che è causa del 24% dei decessi in età adulta per malattie cardiache, del 25% dei decessi da ictus, del 43% dei decessi da malattia polmonare ostruttiva cronica e del 29% dei decessi da cancro ai polmoni.
  • Contribuire a ridurre le polveri sottili. Sebbene non ci siano ancora evidenze scientifiche tra correlazioni dirette tra smog e Coronavirus, una ricerca condotta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) con le università di Trieste, Bari, Bologna e l’Ateneo di Napoli Federico II ha intanto accertato la presenza del Coronavirus nel particolato atmosferico. Nella ricerca è stata rilevata “la presenza di geni specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele” ha dichiarato Leonardo Setti, coordinatore del gruppo di ricerca. Le prime evidenze provengono da analisi su 34 campioni di PM10 in aria ambiente di siti industriali della provincia di Bergamo, raccolti dal 21 febbraio al 13 marzo.

In attesa che gli studi che ipotizzano nessi tra inquinamento e Covid19 siano sottoposti a peer review dalla comunità scientifica, piantare alberi, è la cosa migliore.

Per non dimenticare, andando però avanti.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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