Un kalashnikov alla portata di tutti

Il nuovo decreto legislativo sulla detenzione delle armi fa discutere

Il 14 settembre scorso è entrato in vigore il decreto legislativo n. 104, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 202 dello scorso 8 settembre 2018, che modifica le norme sul possesso di un’arma e dei relativi permessi. Una volta tanto siamo in anticipo perché l’Italia è stato uno dei primi Paesi a dare attuazione alla direttiva europea 853/2017.

Cosa cambia rispetto alla legislazione precedente?

Intanto raddoppiano – da 6 a 12 – le armi sportive detenibili e aumentano i colpi consentiti nei caricatori: da 5 a 10 per le armi lunghe e da 15 a 20 per le corte.

Si riduce invece la durata della licenza del porto d’armi per la caccia o per uso sportivo: da 6 a 5 anni.

Non è più obbligatorio avvisare i propri conviventi del possesso di armi.

In compenso per potere possedere carabine semiautomatiche di aspetto militare bisogna essere iscritti a un poligono affiliato al CONI o a una federazione sportiva. In pratica, se volete comperare un kalashnikov dovete dimostrare che lo fate in modo “sportivo”, non che volete sterminare i vicini di casa.

E anche se non sembra, questa è una restrizione, in quanto prima del decreto le carabine semiautomatiche di “aspetto” (solo di aspetto) militare potevano essere possedute liberamente. Ma è anche vero che è stata estesa la categoria dei tiratori sportivi, quindi uno pari, palla al centro, di tiro, ovviamente.

Certo che siamo stati proprio bravi perché in questo caso la direttiva europea – la tanto criticata Europa – è stata attuata nella maniera più ampia possibile.

In un’intervista a Repubblica, Pierluigi Biatta, presidente dell’osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia, insinua  che “le modifiche introdotte rispondano alle pressioni della lobby delle armi”. Ma si tratta di un chiaro caso di complottismo anche se è vero che in Italia ci sono 1.300 punti vendita al dettaglio di armi e munizioni e più di 400 associazioni sportive dilettantistiche e tiri a volo per un volume d’affari di oltre 100 milioni di euro.

E in questi giorni si discute in Parlamento una proposta dalla Lega per modificare la legge sulla legittima difesa che prevede l’eliminazione del principio di proporzionalità tra offesa e difesa. In altre parole, come si legge nella proposta di modifica dell’art. 52 codice penale a firma del leghista Massimiliano Romeo, si presume sempre che vi sia  “legittima difesa per gli atti diretti a respingere l’ingresso, mediante effrazione, di sconosciuti in un’abitazione privata ovvero presso un’attività commerciale professionale o imprenditoriale con violenza o minaccia di uso di armi”.

John Wayne in confronto è una mammoletta.

 

Commenta con Facebook
Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

commenta

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.