Una giornata con la Croce Rossa, reportage da Lodi

Chi piange, chi dice barzellette dal balcone. Storie di (stra)ordinaria umanità

“Questo Corona, prima stava in carcere e ora guarda che combina”. Una battuta che lascia senza parole, specie se a dirla è un anziano mentre riceve la spesa a domicilio dalla Croce Rossa. Il signor Gianni (nome di fantasia) si affaccia al balcone accanto a sua moglie, e quando lei si allontana, confessa: “Ha un principio di Alzheimer, da una parte forse è anche un bene che non sia sempre cosciente di tutto quello che passa ai Tg, ma ho paura per lei, non vorrei mai lasciarla sola, magari a finire in quelle case di riposo a prendersi il virus da sola, senza nessuno che la curi”. Passare qualche giornata al fianco della Croce Rossa fa tornare voglia di parlare delle persone per quello che sono, non casi, non numeri. Persone, irriducibilmente, con le loro idiosincrasie, i loro pregi e difetti, il loro umorismo, nonostante tutto.

La Croce Rossa Italiana

La Croce Rossa non ha bisogno di presentazioni. Quella italiana, per tutti la CRI, venne fondata con il nome di Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra a Milano il 15 giugno 1864, ad opera del Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra. Dal supporto sanitario a quello logistico, dai controlli negli aeroporti ai presidi sulle strade per monitorare le zone rosse colpite dal Covid19, dalla spesa e i farmaci portati a casa delle persone al trasporto di pazienti quando le ambulanze del 118 sono piene, sono tantissime le attività portate avanti quotidianamente dalla CRI nell’emergenza in corso, elencarle tutte sarebbe operazione lunga. Meglio parlare delle persone.

“Il Coronavirus è arrivato a Codogno. Non scorderò mai quando ho ricevuto quella chiamata alle due e mezza di notte”. Lucia Fiorini, la responsabile della Croce Rossa di Lodi, ripercorre i primi giorni con un tono di voce quasi incredulo. “Non era un incidente stradale, non era un terremoto, un evento che, per quanto disastroso, rimane circoscritto. Era il Coronavirus, quel virus”. Nella notte del 21 febbraio, Fiorini ha chiamato i suoi volontari, tutti in divisa, a preparare i mezzi e le attrezzature per l’indomani. “Da lì non so dire cosa sia successo, dal primo intervento a Codogno per deviare gli accessi al Pronto Soccorso, abbiamo cominciato a trasportare persone con polmoniti, ogni ora, ogni giorno, su tutto il territorio”. Quante persone? “Tante. Non sappiamo quanti casi ci sono a Lodi, perché non tutte le macchine di Lodi operano su Lodi. All’inizio ci chiamavano dal Sacco, poi Crema, domenica ci hanno chiamato per andare a prendere dei pazienti a Cremona e portarli all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio”. Che fine hanno fatto quei pazienti? “Ora sono a Düsseldorf, non sappiamo mai il destino delle persone che trasportiamo, questo è uno degli aspetti più strazianti a livello psicologico”. In emergenze lunghe e logoranti come queste, stare concentrati sul servizio è quasi una necessità. E così, anche quando si porta la spesa all’anziano che ti trattiene perché ha bisogno di parlare, di scacciare la solitudine, bisogna sempre riconoscere quando è il momento di andarsene.

Chi sono le persone che chiamano il supporto psicologico

Al numero verde 800 06 5510 per il supporto psicologico h24 è boom di richieste di aiuto, con una media di 279 chiamate al giorno. Persone anziane, sole, che chiedono compagnia, assistenza, informazioni, supporto psicologico, o semplice conforto. “CRI per le Persone” si chiama il servizio, e Francesco Rocca, il responsabile nazionale della Croce Rossa, prova a dare un profilo delle quasi 22mila persone che hanno chiamato l’800 06 5510: in media hanno 74 anni, più della metà è donna, di tutte le condizioni economiche e sociali, con il marito che non c’è o è intubato. “È il segno di come l’isolamento di molti anziani sia un dramma sociale. Da una parte vediamo una società iper connessa, dall’altra assistiamo a forme di solitudine che colpiscono anzitutto gli anziani, ma non solo”. È per questo che ogni comitato territoriale della CRI ha aperto linee telefoniche per accessi più rapidi al “telefono amico”. A Lodi sono tre professioniste psicologhe e psicoterapeute a darsi i turni, dalle 10 alle 14 la prima, dalle 14 alle 18 la seconda, dalle 18 alle 23 la terza. Di ciascuna è riportato il numero di cellulare sui volantini distribuiti nelle case dei più fragili, “Spesso è più facile condividere con uno sconosciuto di cui però sai che ti puoi fidare”.

Già, fiducia

In periodi di lockdown capita di sfogliare con più frequenza i libri e i dizionari. Dice la Treccani: “Fidùcia s. f. [dal lat. fiducia, der. di fidĕre «fidare, confidare»] (pl., raro, -cie). – 1. Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità”. Non c’è ambito o strumento che sfugga alla fiducia. Sempre la Treccani, ne riporta qualche esempio: “f. in Dio, negli uomini, nella fraternità umana, nella scienza, nel progresso sociale; f. nella vittoria; f. di riuscire; f. nella propria stella, nelle proprie forze; f. nell’esito di un’impresa; guardare con f. all’avvenire; ferma f.; f. illimitata, assoluta, incondizionata; avere, nutrire f.; perdere la f.; dare un attestato, una prova di f.; ispirare f.; guadagnare, meritare, godere, avere la f. di qualcuno” e così via. A ciascuno lo sforzo di un po’ di fiducia.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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