Una nuova specie di gazzella celebra lo zoologo italiano Oscar de Beaux

Ha scritto 90 anni fa Etica Biologica, sul diritto alla vita di tutte le creature della Terra

La piccola gazzella di Soemmerring delle Isole Dahalak Nanger, scoperta dallo zoologo romano Spartaco Gippoliti, è stata battezzata Soemmerringi debeauxi, in onore dello zoologo italiano Oscar de Beaux. Il ‘tipo’ della nuova sottospecie è custodito presso il Museo civico di Storia Naturale di Milano, che nell’ultimo decennio ha compiuto diverse importanti ricerche in Eritrea. Ne parla un articolo sulla rivista Biogeographia.

Oscar de Beaux, nato a Firenze il 5 dicembre del 1879 e morto a Torre Pellice nel 1955, è stato un esperto di mammiferi, e direttore del Museo civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova. A de Beaux si deve tra l’altro la descrizione dell’unica specie di mammifero endemico dell’Eritrea sinora conosciuta, la misteriosa Gazzella di Beccari (Gazella dorcas beccarii).

Il padre dell’etica biologica

“Questa dedica cade nel 90° anniversario della pubblicazione di una importante opera di de Beaux, Etica Biologica, che rappresenta uno dei primi tentativi di enunciare i principi etici di quella che oggi chiamiamo la conservazione della biodiversità”, ci dice Gippoliti, membro della Società Italiana per la Storia della Fauna “Giuseppe Altobello” e del Primate Specialist, Group della IUCN. “L’opera fu tradotta in diverse lingue ed è citata da Aldo Leopold, il padre dell’Etica ambientale: ancora oggi ben conosciuta in diversi paesi europei ben più che in Italia. Per questo la Società per la Storia della Fauna ha già predisposto per il 2020 delle iniziative per ricordare de Beaux e la sua opera di pioniere della conservazione della natura, in Italia (a favore ad esempio dell’orso delle Alpi, o del cinghiale maremmano) e all’estero (bisonte europeo, stambecco nubiano ecc.).

L’importanza della ricerca sistematica

Ancora oggi la ricerca sistematica (quella che rivede e “mette ordine” nella ricerca scientifica, ndr) si dimostra essenziale” conclude Gippoliti “per decifrare la reale ricchezza biologica di questo pianeta, unico e ancora solo parzialmente conosciuto. Specialmente per i Paesi meno dotati di risorse finanziare, è poi essenziale conoscere la propria ricchezza e diversità faunistica, in maniera da indirizzare a specie prioritarie le scarse risorse disponibili”.

Nell’articolo è descritta una sottospecie di Cercopiteco dei Monti Bale (Etiopia), il Chlorocebus djamdjamensis harennaensis che lo stesso zoologo romano scoprì quasi 30 anni fa. “Sulle orme di de Beaux, ho sentito particolarmente importante contribuire alla catalogazione della biodiversità di un Paese che esce da un lungo periodo di guerra come l’Eritrea, un piccolo contributo che spero possa fare affluire nel Paese maggiori risorse – magari anche dall’Italia – per la conservazione delle risorse naturali” conclude Gippoliti.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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