Una pelle vegetale che si ricava dal vino

L’azienda che la produce è italiana, vince il premio H&M e lancia la prima collezione di borse e scarpe

Alla base di questa tecnologia c’è la valorizzazione della vinaccia, una materia prima 100% vegetale composta da bucce, semi e raspi del grappolo d’uva da vino, che dopo la produzione del vino diventano prodotti di scarto e devono essere smaltiti. L’innovazione ideata e prodotta da Vegea, azienda con sede a Rovereto, è legata alla valorizzazione simultanea di tutte le parti che compongono la vinaccia.

Dai semi viene estratto un bio-olio che è successivamente polimerizzato utilizzando un processo brevettato. In parallelo, le bucce e i raspi sono utilizzati in un composto specifico, anch’esso brevettato, per la produzione di un tessuto con proprietà tecniche avanzate: il VegeaTextile. Questo processo ha richiesto tre anni di attività di ricerca e sviluppo condotte internamente, per dare al prodotto finale le caratteristiche necessarie a trovare sbocchi e quindi essere adatto ad applicazioni in tutti questi settori.

Il tessuto prodotto presenta le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali di una “vera pelle”; questa pelle potrebbe davvero sostituire quella di origine animale e in più è ecosostenibile. Il mercato potenziale è vastissimo.

Questa pelle vegana a base di vinaccia ha vinto nel corso del 2018 anche un premio prestigioso: il Global Change Award by H&M Foundation, con un montepremi di 300.000 €, che viene assegnato ogni anno ai prodotti che hanno maggiori potenzialità commerciali e che si distinguono per il loro tratto profondamente innovativo.

In collaborazione con aziende dell’industria della moda, e supportati dalla H&M Foundation, Vegea ha prodotto già la prima collezione di moda VegeaTextile. Il primo test ufficiale della similpelle vegetale ottenuta dagli scarti della produzione vinicola nel settore moda è stata la collezione affidata al disegno creativo di Tiziano Guardini (che con il suo abito in seta cruelty free ha vinto il Green Fashion Carpet Award come Miglior Designer Emergente ed è stato selezionato come The Next Green Talents da Sara Sozzani Maino).

La direzione creativa di Tiziano Guardini è stata affiancata da famosi artigiani e couturiers italiani che hanno dato il loro contributo nella realizzazione dei capi e degli accessori contenuti all’interno della collezione. Primi fra tutti, Mauro De Giorgi, Stoker e PianoCi che hanno reinterpretato secondo il loro gusto la borsa Vegea, rinominata “Foxina”. (foto)

Con questa collezione, hanno voluto raccontare una moda che vive in armonia con la natura e trasmette al mondo una nuova sensibilità, un sentimento verso quell’essenziale che viene raccontato bene nell’opera del Piccolo principe, da cui lo stilista ha tratto ispirazione per la creazione del logo a forma di volpe.

(Foto collezione: https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/vegea-collezione-pelle-di-vino)

Questa collezione è composta da borse, scarpe ed altri accessori, ma anche da abiti. Uno tra tutti, sempre con la firma di Guardini, lungo, bellissimo, intero e dal colore delle vinacce, è stato selezionato per essere esposto al Victoria&Albert Museum di Londra in occasione della Mostra Fashioned from Nature (aperta dal 21 aprile 2018 al 27 gennaio 2019) che indaga il rapporto tra moda e natura a partire dal 1600.

Fonti:

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/vegea-collezione-pelle-di-vino
https://www.vegeacompany.com/project/vegeatextile/
https://www.vogue.it/vogue-talents/news/2017/10/11/vegea-grape-leather-hm-global-change-award-startup-moda
https://www.vogue.it/vogue-talents/news/2018/04/18/eco-fashion-tiziano-guardini-vegea-victoria-and-albert-museum-londra

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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