Una persona su 9 nel mondo è denutrita

Responsabile è il cambiamento climatico

La preoccupante notizia arriva dal rapporto The State of Food Security and Nutrition in the World 2018 pubblicato lo scorso 11 settembre dalla FAOFood and Agriculture Organization (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e Agricoltura).

Eventi climatici estremi e variabilità delle condizioni meteo sono tra i maggiori responsabili del trend in negativo registrato negli ultimi anni. I dati riportati nel rapporto ONU sulla sicurezza alimentare della fame nel mondo non sono per nulla incoraggianti: tra il 2016 e il 2017 in numero di persone denutrite è aumentato di 6 milioni, arrivando complessivamente a contare 821 milioni di persone. Un trend in crescita per il terzo anno consecutivo.

“Il principale dato emerso quest’anno è che, in effetti, la fame a livello mondiale sta aumentando per il terzo anno consecutivo” dichiara Cindy Holleman, economista senior presso ESA Divisione Economia Agricola e dello Sviluppo della FAO . “E questo è molto preoccupante perché in pratica ci riporta ai livelli di fame di quasi un decennio fa. Quindi è una situazione abbastanza allarmante” continua l’esperta.

Un miraggio lontano ci sembra l’Obiettivo 2 previsto nell’Agenda 2030: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile e paradossale è la situazione attuale se si pensa che, in alcune parti del globo, ci si trova quotidianamente a lottare contro il problema opposto: l’obesità, anche in Italia.

Mentre ogni giorno si cerca di sensibilizzare milioni di persone verso una dieta equilibrata, altrettanti milioni non hanno cibo a sufficienza e, non soddisfatti, sappiamo con certezza che ogni giorno vengono letteralmente buttati nella spazzatura chili cibo ancora commestibile (vedi infografica sullo spreco alimentare in Italia).

I cambiamenti climatici sono responsabili della fame nel mondo.
Lo studio mette in evidenza come il danno inferto dai cambiamenti climatici alla sicurezza alimentare riguarda tutti i parametri possibili: dalla disponibilità di cibo alla possibilità di accedervi, fino alla stabilità delle risorse.

Tifoni, uragani, siccità… L’instabilità climatica, accompagnata da temperature anomale in continuo aumento, ha come conseguenza la difficoltà di assicurare raccolti regolari e sufficienti e quindi, per gli agricoltori, di provvedere al proprio sostentamento. Inoltre, nei Paesi dipendenti dalla produzione agricola, queste incertezze si sono manifestate anche nei prezzi alimentari che, aumentando esponenzialmente, hanno creato dirette ripercussioni sul reddito familiare e l’impossibilità di provvedere a un equilibrato sostentamento. Con le categorie vulnerabili in prima linea.

Quali sono i paesi più colpiti? Sud America e Africa registrano una situazione particolarmente grave e in continuo peggioramento, mentre gran parte del continente asiatico si sta risollevando da una situazione precedentemente al pari dei Paesi sopracitati, registrando un trend positivo negli ultimi anni.

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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