superlega calcio

Una Superlega Calcio solo per super ricchi? No grazie!

Particolarmente ripugnante il ruolo svolto nella vicenda da Andrea Agnelli

Ma qualcuno ha capito il criterio col quale vengono scelte le squadre che faranno parte della Superlega di calcio? I titoli vinti, i soldi o il pelo sullo stomaco di accettare questo obbrobrio? Qualcuno sa spiegare perché tra i membri fondatori c’è il Manchester City, che non ha mai vinto una Champions ma è pieno di soldi e non c’è l’Ajax, che di Champions ne ha vinte 4, ha rivoluzionato il modo di giocare a calcio e ha lanciato campioni come Cruijff, Van Basten e Ibrahimovic?

Piccolo riassunto per chi oggi era su un altro pianeta: la nuova Superlega che rischia di mandare in pezzi il calcio europeo avrà 15 membri fondatori, che parteciperanno sempre (sempre!) di diritto – in barba a quei criteri di merito che dovrebbero essere tutto nello sport – e soltanto altre 5 in base ai risultati. Ideata e fortemente voluta da Real Madrid e Juventus, la Superlega ha visto in Italia l’adesione, più o meno titubante ma sempre adesione, anche di Inter e Milan.

Particolarmente ripugnante è stato il ruolo di Andrea Agnelli. Il boss della Juve fino a ieri presiedeva l’Eca ( l’organismo che rappresenta i club europei): ha trattato con l’Uefa la riforma della Champions, e nello stesso tempo organizzava la Superlega, che di fatto rende la Champions una scatola vuota (senza Real, Barcellona, Atletico Madrid, le 6 principali squadre inglesi e le 3 italiane che Champions sarebbe?). Uno specchiato esempio di moralità.
Ma a lui e alla Juve si sono accodati Inter e Milan. La partecipazione alla Superlega garantisce ogni anno circa 300 milioni a ogni squadra aderente: infinitamente più di quanto dà una sudata partecipazione alla Champions (entrare nei gironi frutta circa 50 milioni).
Un’offerta che, come si dice in linguaggio mafioso: “non si può rifiutare”.

Altrove, però (per esempio il Bayern, che ha vinto ben 6 Champions, dietro solo a Real e Milan) c’è chi ha avuto il buon gusto di rifiutarla.
Con la Superlega i ricchi diventano sempre più ricchi, e possono comprare i campioni più forti, e i poveri restano tagliati fuori. Così il divario tra i club grandi e quelli medi e piccoli, già molto ampio, diventa stellare e incolmabile.
Ma questo non è più calcio.

Il bello del calcio è sapere che una “grande” può essere annichilita da una provinciale che quel giorno è in stato di grazia.
Il bello del calcio, per me che sono tifoso del Milan – ma penserei lo stesso se tifassi qualsiasi altra squadra – è vedere la mia squadra che si suda la partecipazione alla Champions, e che la conquista solo se se lo sarà meritato.
Non che partecipa a una competizione internazionale per diritto divino.
Come tifoso voglio che non solo Milan, Inter e Juve possano partecipare a una coppa, ma che possano anche Atalanta, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, Sassuolo, Avellino e così via fino all’ultima provinciale, se se lo meritano sul campo.
Altrimenti non è più calcio, almeno così come lo conosciamo. Diventa solo il calcio dei ricchi e dei privilegiati.
E non mi interessa.

Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

Potrebbe interessarti anche

Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy