Undici film dello Studio Ghibli su Netflix

Altri film animati di Miyazaki e dei suoi discepoli

Era il 30 gennaio quando in questa rubrica annunciavo l’arrivo su Netflix dei primi sette film animati del celebrato studio giapponese Ghibli in gran parte firmati del suo affermato condottiero Hayao Miyazaki.

Ora, pur se entrati nella fase 2 dell’emergenza sanitaria, siamo ancora lontani dal poter andare al cinema in una sala e spero quindi siano utili le indicazioni per conoscere titoli e generi che non sempre abbiamo sott’occhio per poter trascorrere tempo piacevole sul divano di casa. L’offerta Netflix in questi mesi ha aggiunto altri titoli dello Studio Ghibli e mi è sembrato giusto offrire una nuova breve guida ragionata per veri gioielli dell’animazione.

Buona visione.

LA CITTÀ INCANTATA di HAYAO MIYAZAKI, 2001

Un capolavoro della storia del cinema e non solo d’animazione testimoniata dal primo Orso d’Oro assegnato a Berlino per un film a cartoni animati e primo Oscar vinto dalla cultura Anime. Suggello per Miyazaki della popolarità internazionale che al suo ottavo film porta al massimo livello la sua poetica fatta di ragazzine che tardano a entrare nel mondo dei grandi e il senso armonico del mondo ricreato con un gusto pittorico che mescola alla perfezione “iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo”.
Protagonista è la piccola Chihito colpita da un sortilegio della strega cattiva Yububa che trasforma i suoi genitori in maiali (come la strega Circe) e che per sfatarlo si avventura in un viaggio che ricorda Alice nel Paese delle meraviglie offrendo straordinarie sequenze indimenticabili per ogni spettatore.
L’alleato della bambina è un principe enigmatico ma lei, per poter compiere la sua missione, deve lavorare in un centro termale dove si adagiano le strane creature della città incantata. Tutto si muove in un confine molto labile di bene e male con un’architettura visionaria che raramente si era vista in altri film. Denso di suspence e stupore il film è un viaggio nella fantasia e nei meandri dell’umano.

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL di HAYAO MIYAZAKI, 2004

Altro capolavoro di Miyazaki, che avrebbe dovuto essere solo il produttore, suggella il suo mito autoriale presentando il film a Venezia dove viene giustamente onorato con il Leone d’Oro alla carriera. Tratto da un libro europeo e ispirato da un viaggio del regista nella città alsaziana di Colmar, celebre per i mercati di Natale, ne riproduce l’architettura di molti palazzi con un prezioso tocco di Mitteleuropa  per raccontare la storia di Sophie, commessa in un negozio di cappelli, che nella sua città incontra e s’innamora del mago di Howl. La strega cattiva questa volta è quella delle Lande che la trasformerà in una vecchia dall’aspetto orribile. Per sfatare il sortilegio, il viaggio questa volta conduce alla casa del Mago, il castello errante del titolo che è un organo vivente sempre in movimento. Perfetta contaminazione tra cultura europea e quella nipponica come in certi capolavori di Kurosawa. Al suo apparire scrisse Morandini: “Siamo in presenza di una delle più affascinanti avventure d’animazione degli ultimi tempi”.

LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE di ISAO TAKAMATA, 2013

Una delle più antiche fiabe giapponesi che ricorda in qualche modo Heidi, solo che qui c’è un tagliatore di bambù che in un germoglio trova una sorta di luce che diventerà una bambina che verrà adottata da lui e sua moglie per vivere sulle montagne. Paesaggi e personaggi sono disegnati con tecnica mista di acquarello e carboncino per una vicenda che riverserà non poche sorprese per la Principessa splendente che va alla ricerca della Luna e dell’amore. Nostalgia e rapporto equilibrato con la Natura (una costante dei film Ghibli) ne fanno un prezioso incanto.

PRINCIPESSA MONOKOKE, di HAYAO MIYAZAKI, 2000

Alla sua uscita negli Stati Uniti il critico del New York Times scrisse di “pietra miliare del cinema d’animazione”. Questa volta la ragazza protagonista è stata allevata dai lupi e incrocia sulla propria strada un giovane guerriero costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Ferito al braccio dall’animale, il giovane colpito da una maledizione mortale ha dovuto lasciare il suo villaggio. Per gli esegeti puristi del regista si tratterebbe del suo vero capolavoro da loro preferito ai titoli più celebri successivi. Una preparazione durata un ventennio. Imprevisto successo di pubblico.

LA COLLINA DEI PAPAVERI di GORO MIYAZAKI, 2011

Opera seconda del figlio del più celebre Miyazaki, già regista autore de “I racconti di Terramare”. Racconta la vicenda di un ragazzo e di una ragazza negli anni Sessanta a Yokohama nel periodo della ricostruzione che vede il Giappone sollevarsi dal disastro della Seconda Guerra Mondiale. I fatti della trama faranno scoprire dei segreti che vedranno i due amici apprendere di essere forse figli degli stessi genitori. Ma il loro legame resterà intatto. Bello il ruolo di giornalista studente del ragazzo che lotta con i suoi compagni per salvare dalla distruzione un vecchio edificio e la comunicazione delle bandiere sulle navi.

I SOSPIRI DEL MIO CUORE di YOSHIFUMI KONDO, 1995

Scritto da Miyazaki ma è film per lui molto doloroso. Una delicata storia realizzata da un regista che firma la sua unica opera prima di morire all’età di 47 anni per infarto, provocando una depressione al maestro che abbandonò per qualche tempo l’animazione per il complesso di colpa legato allo stress da superlavoro vissuto a Studio Ghibli dal suo discepolo Kondo. Una ragazza che si delizia di poesia e traduzioni dall’inglese scopre che i romanzi presi in biblioteca sono gli stessi che un altro ragazzo ha letto prima di lei, comincia a guardarsi attorno per scovare lo sconosciuto. Ad un certo punto comprende, grazie anche all’aiuto di un gatto incontrato per caso su una metropolitana, l’identità di questo misterioso ragazzo: un dispettoso coetaneo che la protagonista non ha mai sopportato. Ma tutto cambia presto anche grazie a una canzone. La popolarità del film ha provocato anche successi di cineturismo: sulla collina della città di Tama è stato messo un quaderno intitolato “Note de i sospiri del mio cuore” su cui gli appassionati possono liberamente scrivere le loro impressioni.

LA RICOMPENSA DEL GATTO di HYROYUKI MORITA, 2002

Spin off de “I Sospiri del mio cuore” promuove il gatto Baron e Muta da comprimari a nuovi protagonisti ma soprattutto dagli estimatori è considerato come una sorta di sequel spirituale dell’unico amatissimo film di Yoshifumi Kondo.
Hauru è la protagonista, segue il misterioso gatto Muta per le vie della città, fino ad arrivare in un quartiere dall’architettura europea ottocentesca, con abitazioni troppo piccole per degli esseri umani. In una di queste, vi è un negozio di antiquariato, con una statua di un gatto dall’aspetto nobiliare visibile alla finestra: questo è l’Ufficio del Gatto. Al tramonto la statua prende vita e si rivela essere Barone. Il Paese dei Gatti vi attende.

POM POKO, di ISAO TAKAHATA, 1994

Anche questa volta l’idea è di Miyazaki ed è un’idea ecologista molto politica che mira al cuore della speculazione edilizia dell’epoca di realizzazione del film. A causa della grande urbanizzazione, i poveri taniki, piccoli cani procioni, trovano il proprio territorio devastato. Diventando sempre più difficile trovare cibo e rifugio, gli animali usano le loro abilità magiche per cercare di salvare il proprio ambiente naturale e lottare contro l’avidità dell’uomo. Secondo Raffaele Meale: “Un inno guerrigliero ambientalista che guarda con preoccupazione le derive capitaliste del Giappone contemporaneo, ma anche un’elegia dimessa e dolorosissima su un mondo destinato a scomparire”. 

PONYO SULLA SCOGLIERA di HAYAO MIYAZAKI, 2008

Tratto da un racconto giapponese e ambientato in una atmosfera marina molto ben realizzata nel disegno e nella sceneggiatura. Si svolge in un villaggio di pescatori dove un figlio di un marinaio un giorno trova sulla riva vicino casa sua un bizzarro pesce rosso dalla testa umana incastrato in un barattolo di vetro. La creatura è Ponyo, una delle figlie di uno stregone scienziato che si è voluto ritirare dal mondo. Film indirizzato al pubblico dei bambini viene apprezzato anche da quello degli adulti grazie ai topos classici del cinema di Miyazaki.  Presentato in anteprima al Festival di Venezia.

I MIEI VICINI YAMADA di ISAO TAKAHATA, 1999

Primo film dello Studio Ghibli a far prevalere l’uso del computer sulle tecniche tradizionali nell’uso della colorazione. La quotidianità di una famiglia giapponese con similitudini con quelle di tutto il mondo: padre, madre, figlio maggiore, sorellina e nonna nel lento scorrere della vita in un lessico da manga veramente delizioso. Una sorta di striscia da fumetto animato che vede ogni singola storia ritmata da un haiku, il componimento poetico breve giapponese che ormai vanta numerosi estimatori anche in Italia.

ARRIETTY, IL MONDO SEGRETO SOTTO IL PAVIMENTO di HIROMASA YONEBAYASHI, 2011

Una famiglia lillipuziana vive sotto i pavimenti e prendono in prestito quello che serve nella casa che li ospita. Infatti la famiglia si chiama Prendimprestito. Un giorno la piccola Arrietty viene scoperta da Sho, un giovane ragazzo di quattordici anni, e fra i due incomincia un tenero e compassionevole rapporto di amicizia che non teme le differenze. Tratto da un romanzo inglese e trasferito nell’ambientazione a Tokio da Miyazaki e affidato alla regia a un suo disegnatore per la sua opera prima. Le musiche sono di una bretone autrice di temi celtici. Secondo Morandini “è un piccolo film poetico e malinconico, con disegni gradevoli e semplici, senza grandi effetti speciali, adatto ai più piccoli, ma forse più apprezzabile da un pubblico adulto”.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

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Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

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