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Università di Pavia, 70 posti in meno per i futuri infermieri

Il rettore Svelto: taglio momentaneo per aumentare gli studenti di Medicina. Ma è polemica

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In piena emergenza Coronavirus, abbiamo imparato a guardare infermieri e medici come eroi, la cui stanchezza è anche simbolo della mancanza cronica di personale sanitario nelle nostre strutture sanitarie. In questo scenario, l’Università di Pavia ha deciso di tagliare il numero di iscritti al corso di laurea in Scienze Infermieristiche per il prossimo anno. Meno matricole in una città che, oltre al prestigioso ateneo, vanta anche un polo sanitario d’eccezione nel panorama italiano: quel Policlinico San Matteo in cui è stato ricoverato e guarito il “paziente uno”, quel Policlinico in cui è stato messo a punto il test sierologico per la ricerca degli anticorpi Covid-19. Lo stesso Policlinico ospita una delle tre sedi della facoltà e non è stato risparmiato dai tagli.

70 infermieri in meno

La facoltà di Infermieristica, come regolato da un atto tra Università e Asst di Pavia, ha tre sedi sul territorio provinciale. A quella di Vigevano hanno accesso 50 matricole ogni anno, alla sede di Pavia (cioè il Policlinico San Matteo) hanno accesso 100 nuovi studenti, mentre altri 50 sono quelli previsti per la sede della clinica Città di Pavia. Tutti studenti che durante il periodo di tirocinio diventano un supporto prezioso in strutture – pubbliche, private ed RSA –  in cui storicamente manca personale di ruolo e che erano in affanno anche prima del Coronavirus.

In totale i posti tagliati saranno 70. La sede di Vigevano chiuderà per le matricole, tutti i 50 posti saranno tagliati; proseguiranno le lezioni gli studenti del secondo e terzo anno. Il taglio alla sede del Policlinico sarà minore, 20 posti. Nessun taglio alla clinica Città di Pavia, che fa parte del Gruppo San Donato.

Meno infermieri, più medici

In un’intervista alla Provincia Pavese il rettore Francesco Svelto ha spiegato che il taglio sarà momentaneo e legato alla richiesta di un aumento di matricole destinate alla facoltà di Medicina: 36 posti in più rispetto ai 320 attuali. Servono più medici, secondo il rettore, ma il corpo docenti attuale non è sufficiente a conservare i 200 studenti a Scienze Infermieristiche.
Una coperta troppo corta, dunque. Così si è scelto di penalizzare gli infermieri, almeno finché il personale docente non sarà potenziato.

Tagli alla sanità, il virus nel virus

Il Coronavirus ha mostrato gli effetti disastrosi dei tagli alla sanità, sia in termini di posti letto che in termini di riduzione del personale che opera nelle strutture ospedaliere. L’Italia ha meno infermieri di quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale (salvo la Spagna); abbiamo 5,8 infermieri ogni 1.000 abitanti contro gli 8,5 dell’Ue e i tagli hanno interessato soprattutto le realtà pubbliche. Secondo calcoli della Ragioneria dello Stato ripresi dal Corriere, tra il 2009 e il 2017 la sanità pubblica italiana ha perso oltre 8.000 medici e oltre 13 mila infermieri.

In questo scenario, il taglio alle matricole – anche se temporaneo – risulta come l’ennesimo paradosso. La presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche della provincia di Pavia, Lucia Belotti, ha chiesto subito che il provvedimento venga rivisto. Intanto, da Vigevano, il segretario del Pd cittadino Alessio Bertucci si è reso portavoce delle lamentele e ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere di salvare il corso di laurea, con l’intento di recapitare le firme a Università, Regione Lombardia, Asst Pavia, Ministero della Salute e MIUR. Critici anche i sindacati. Le firme raccolte sono già oltre 1.300.

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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