Usa di nuovo a fuoco: 2 morti nelle proteste per Blake. Miliziani bianchi contro i manifestanti

Intanto l’uomo colpito con 8 colpi da un poliziotto è rimasto paralizzato

L’America brucia e pare essere destinata a bruciare a lungo. Dopo i gravissimi fatti che stroncarono la vita di George Floyd, e altri simili succedutigli a ruota, la rivolta popolare si riaccende a seguito del tentato omicidio compiuto da un altro poliziotto ai danni di un altro afroamericano indifeso, di fronte ai suoi 3 figli. Jacob Blake.

La sparatoria dei miliziani bianchi

La notte scorsa una sparatoria con i manifestanti ha causato la morte di altre due persone, e una terza è rimasta ferita, a Kenosha, nel Wisconsin. Si tratta della terza notte di proteste per l’aggressione armata della polizia contro il 29enne Blake, avvenuta domenica sera. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro le centinaia di persone che non hanno rispettato il coprifuoco per protesta, lanciato bottiglie e fuochi d’artificio contro gli agenti dispiegati. A rispondere con il fuoco ai manifestanti, come ben spiega il Washingtonpost, sono stati la notte scorsa miliziani bianchi in armi, che così si giustificano: “Noi vogliamo difendere i nostri negozi…”.

La paralisi

Nel frattempo Blake si trova ancora in ospedale, paralizzato dalla vita in giù. Il padre del 29enne ha spiegato al Chicago Sun-Times che suo figlio ha “otto buchi” sul corpo e i medici non sanno al momento se la paralisi sarà permanente.

Il tema del razzismo e della brutalità della polizia non sembra tuttavia interessare i vertici della politica americana, riuniti alla Convention Repubblicana che vede Donald Trump fieramente ricandidato.

Cosa è successo domenica

Il video che ha fatto il giro del mondo mostra un poliziotto sparare e ferire gravemente Blake. Il fatto risale a domenica pomeriggio: gli agenti erano stati chiamati sul posto per una lite familiare. Dalle immagini si vede l’uomo, identificato da un testimone come colui che stava cercando di sedare la lite, muoversi scortato dalla polizia, con una pistola puntata alla schiena. A un certo punto Blake, disarmato, prova a entrare nella sua auto, ma un agente lo immobilizza da dietro, tenendolo per la maglietta. Nelle immagini si sentono almeno sette spari. Nell’auto c’erano i suoi tre figli.

“Sono arrabbiata”

In un’intervista, la sorella di Blake ha dichiarato: “Non sono triste, non sono dispiaciuta. Sono arrabbiata”. E questo deve giustamente essere il sentimento prevalente nella vasta comunità afro-americana, mai giunta all’auspicata integrazione. “Quando dite il nome Jacob Blake – ha detto la giovane Letetra Widman – assicuratevi di dire padre, cugino, figlio, zio, ma soprattutto assicuratevi di dire essere umano”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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