Usa: è il #BlackOutTuesday in tutto il mondo

Tutta l’industria musicale si ferma

Chiudete tutto appena letto questo messaggio. Serve solo a informarvi che oggi è #BlackOutTuesday, una giornata di protesta anche via web per mostrare solidarietà al popolo americano, che sta attraversando una potentissima crisi di identità seguita ai non nuovi episodi di violenza estrema e gratuita perpetrata ai danni di uomini e donne di colore da parte della polizia americana, senza alcun motivo. Come ben spiega Twitter, siamo invitati a non postare sui social media, se non post riguardarti la rivolta in atto o commenti ad essa. Astenersi da ogni genere di streaming musicale, eliminare tutti gli incontri di lavoro o piacere. Trova il modo di unirti e sostenere la tua comunità, e soprattutto studia i rapporti sociali e razziali dell’epoca contemporanea.

Facebook scosso

La giornata di protesta segna anche una storica rivolta dei dipendenti di Facebook contro il Ceo Mark Zuckerberg: non ha censurato i post del presidente Donald Trump sulle proteste seguite alla morte di George Floyd, sulle quali invece è intervenuto Twitter. Post che incitavano all’odio e alla violenza e che secondo molti dei suoi manager erano contrari alle regole della piattaforma.

L’industria musicale si ferma

Fortissima la voce d’appoggio garantita dall’industria musicale, che osserverà un “blackout” di un’intera giornata oggi, in risposta agli eventi che hanno seguito la morte di George Floyd.

Tutte e tre le principali etichette discografiche del mondo hanno condiviso un messaggio sui social media promettendo “un giorno per disconnettersi dal lavoro e riconnettersi con la nostra comunità”.

Nessuno al lavoro

I dipendenti hanno ricevuto il martedì libero come “un giorno di azione”, volto a “suscitare responsabilità e cambiamento”. Interscope ha promesso di non pubblicare nuova musica questa settimana, mentre Ebro Darden di Apple Music ha cancellato i suoi programmi radiofonici.

Cosa è successo

George Floyd, un uomo afroamericano di 46 anni, è morto la settimana scorsa dopo che un ufficiale di polizia bianco gli si era inginocchiato sul collo per circa 9 minuti, durante i quali l’uomo è lentamente morto soffocato davanti agli occhi dei presenti. Il responsabile, un poliziotto di Minneapolis – Derek Chauvin – di conseguenza è semplicemente stato licenziato e accusato di omicidio di terzo grado. Dovrà presentarsi in tribunale lunedì, mentre Stati Uniti e Regno Unito bruciano, nell’indignazione generale.

Il dolore delle star

Tra tutte le star che hanno speso parole sul tema, scegliamo Beyoncè, che ha parlato della “devastazione, della rabbia e della tristezza” che ha vissuto nell’ultima settimana.

Per approfondire:
Usa in fiamme. I VIDEO dalle varie città
Essere nero negli Usa, oggi

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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