Usa, i punk Trash Pirates smistano rifiuti ai concerti

L’azione dei Trash Pirates si sta espandendo sempre di più negli USA, dove i grandi festival arrivano a produrre tonnellate di spazzatura impossibile da riciclare

Giovani, americani e molto punk. Sono i Trash Pirates, i “Pirati della spazzatura”, il gruppo attivo nello smistamento dei rifiuti in luogo di grandi eventi e festival. I fondatori, Caleb Robertson e Kirk Kunihiro, hanno 26 e 29 anni e si sono inventati quello che poi è diventato un business ma soprattutto uno stile di vita. Cercando modi alternativi per entrare ai concerti senza pagare, hanno iniziato a offrirsi per aiutare a ripulire le montagne di rifiuti prodotte dopo grandi eventi. Da allora sono passati ormai 6 anni.

La missione dei Trash Pirates è di assicurarsi che gli eventi siano il più sostenibile possibile, attraverso le corrette pratiche di riciclaggio e compostaggio. Nel reportage del New York Times, la base del gruppo racconta di come la maggior parte di loro inizi a occuparsi di spazzatura come volontario, per poi avere quello che chiamano “il momento spazzatura”, un’epifania che trasforma il volontariato in vocazione e carriera. Oggi sono ingaggiati in molti grandi festival per smistare la spazzatura e ridurre l’impatto ambientale di questi grandi eventi, anche favorendo il riuso e il riciclo creativo.

Il problema dello smaltimento della spazzatura ai festival, non è da poco. Solo il Coachella del 2017 ha generato 100 tonnellate di rifiuti di cui solo il 20% correttamente differenziati negli appositi contenitori. Molti di questi eventi stanno cercando di diventare sostenibili sotto più punti di vista, e negli USA l’azione dei Trash Pirates sta dando ottimi risultati. Come per l’ultima edizione del Joshua Tree Music Festival, per il quale sono riusciti a smistare e riciclare il 77% dei rifiuti prodotti.

L’organizzatrice del Joshua Tree Music Festival, Sara Renner, li ha conosciuti nel corso dei quattro anni in cui i Pirati hanno lavorato per il suo festival, e con ammirazione li ha definiti come ragazzi “in missione per cambiare il modo in cui le persone pensano ai rifiuti”. Infatti non solo si occupano di recuperare e destinare i rifiuti nei giusti centri di riciclo, un lavoro sporco, unto e pericoloso, ma cercano anche di educare i partecipanti dei festival su come riciclare e compostare i rifiuti correttamente. Attività che portano avanti anche sulla loro pagina Facebook, dove condividono consigli e istruzioni pratiche, da come creare coriandoli compostabili alle difficoltà di ripulire le strade dallo ‘scintillio’ tipico dei Gay Pride.

Per il 2020 arriveranno a coprire quota 30 eventi, un grande lavoro a cui i Trash Pirates cercheranno di affiancare, oltre ai festival, altri progetti della comunità di Los Angeles, ben consapevoli del fatto che i festival sono solo l’ago nel pagliaio e che bisogna cercare di puntare su politiche e azioni ambientali di più ampio raggio.

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Foto: Trash Pirates al Joshua Tree Music Festival/Facebook

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

Caterina Conserva

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