Usa: molte persone e imprese non applicano le misure anti-coronavirus

Spiagge e casinò affollati, imprese “non essenziali” aperte

Trump: “se fosse per i medici il mondo sarebbe chiuso”

In queste settimane è stato registrato un atteggiamento ondivago dell’amministrazione Trump nei confronti della questione coronavirus.

Nonostante negli ultimi giorni si siano registrati negli Usa più di 100 morti al giorno Trump continua a seminare ottimismo.

“Se fosse per i medici il mondo intero sarebbe chiuso”, ha detto in una delle sue ultime dichiarazioni con tono sarcastico.

Trump vuole “riaprire l’America” in 15 giorni, decidendo di cancellare le regole sul distanziamento sociale e consentire la riapertura delle imprese non “business essenziale”. L’obiettivo è evitare che “la cura sia peggio della malattia”, dice riferendosi ai danni all’economia per le restrizioni da coronavirus.

Spiagge e casinò affollati

E così, racconta il New York Times, molti non rispettano le regole di “distanziamento sociale”

Turisti e residenti della Florida ammassati a Clearwater Beach in Florida, il 18 marzo.
Foto Eve Edelheit per il New York Times

Dalle spiagge della Florida alle montagne della California, dai casinò ai parchi nazionali, la scorsa settimana legioni di persone hanno dissatteso le crescenti raccomandazioni di isolarsi e di smettere di radunarsi mentre il coronavirus si diffondeva attraverso il paese.

Chi sono queste persone

Tra loro c’erano persone desiderose di infrangere l’autorità assieme a quelli che non credono nelle raccomandazioni alla cautela, scrive il NYT, visto che quelli che dovrebbero dare il buon esempio si fanno fotografare ammucchiati sul podio della sala riunioni della Casa Bianca.

“Se avrò il corona, avrò il corona, pazienza!”, ha detto un ragazzo in Florida in un’intervista televisiva ampiamente condivisa. “Non lascerò che mi impedisca di fare festa.”

Sotto la pressione, sia sociale che governativa, i numeri delle persone che si rifiutano di prendere precauzioni si riduce di giorno in giorno, ma restano tanti. Il loro impatto sulla diffusione del virus potrebbe non essere mai noto.

I più sprezzanti sono per lo più giovani, liberati dagli impegni della scuola e degli uffici che hanno chiuso, forse nuovi al concetto di responsabilità sociale. Ma molti sono anche vecchi che confidano che il numero sempre minore di posti ancora aperti al pubblico possa essere sanificato abbastanza da tenere lontana la malattia.

Uno strip club è un “business essenziale”? E la vendita di videogiochi?

Non per tutti radunarsi è stata una scelta. Per molti è stato un obbligo richiesto da un datore di lavoro più preoccupato dalle mancate entrate che dalla diffusione dei virus. Le indicazioni delle autorità di lasciare aperte solo le attività di “business essenziale” è stata lasciata all’interpretazione dei datori di lavoro.

Nel Rhode Island, tra le aziende citate per aver ignorato gli avvisi di distanza sociale c’è stato Wonderland, uno strip club che i clienti hanno continuato a frequentare lo scorso fine settimana. 

GameStop, la catena di videogiochi, ha provocato le proteste dei suoi dipendenti perché ha ordinato alle sue migliaia di negozi di rimanere aperti in contrasto con le richieste di chiusura da parte delle autorità locali, perché, secondo una nota della direzione, riteneva di essere “classificato come vendita al dettaglio essenziale.”

Anche Tesla…

In California, Tesla, la casa automobilistica di auto elettriche di lusso, ha sfidato temporaneamente gli ordini della Bay Area di chiudere tutte le attività non indispensabili, mantenendo i suoi 10.000 operai in fabbrica. Ora ha chiuso.

Se avete sintomi, non ditelo ai colleghi, gli abbasserebbe il morale

E nel Midwest, Uline, un importante distributore di materiali da imballaggio e forniture industriali, ha mantenuto la sua forza lavoro durante tutta la settimana, nonostante le lamentele dei dipendenti, compresi quelli affollati nei suoi call center, che lavorano fianco a fianco nei cubicoli.

Uline è di proprietà dalla famiglia Uihlein, titolari della compagnia da 5,8 miliardi di dollari e grandi donatori alle cause repubblicane

Lo stesso giorno, un manager di un call center Uline ha inviato una nota ai dipendenti.

“Se tu o i tuoi familiari avete sintomi come il raffreddore o l’influenza senza che si sappia sicuramente che è Covid-19”, si legge, “per favore, non dite ai vostri colleghi dei sintomi e dei vostri timori. In questo modo potreste causare un panico inutile in ufficio.”

Nella foto, turisti e residenti della Florida ammassati a Clearwater Beach in Florida, il 18 marzo. Foto Eve Edelheit per il New York Times

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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