USA: nessun poliziotto verrà processato per l’omicidio di Breonna Taylor

USA: nessun poliziotto verrà processato per l’omicidio di Breonna Taylor

Quanto vale la vita di una donna nera negli Stati Uniti?

Negli Stati Uniti è esplosa una protesta che si protrae da mesi a causa degli omicidi discriminatori nei confronti di persone appartenenti alla comunità afroamericana per mano di poliziotti suprematisti bianchi.

George Floyd e Breonna Taylor, uccisi ingiustamente e barbaramente dalla polizia, rappresentano i simboli che mantengono in vita le fiamme della rivolta.

La vicenda di Louisville

Breonna Taylor era una donna, nera, una tecnica del pronto soccorso di 26 anni, uccisa per sbaglio a Louisville lo scorso marzo. Svariati colpi di pistola le hanno tolto la vita, di notte, mentre dormiva nel suo appartamento. La colpa? Il suo  compagno era sospettato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, mai ritrovate in casa.

Da mesi i sostenitori del movimento Black Lives Matter chiedono giustizia sociale per queste uccisioni: eppure lo scorso mercoledì un gran giurì ha deciso che l’ex ufficiale di polizia che ha ucciso Breonna Taylor non sia perseguibile penalmente per omicidio, ma soltanto per condotta negligente, in quanto ha messo in pericolo la vita di molteplici persone. Gli altri due poliziotti, invece, rimangono a piede libero, non considerati responsabili per l’omicidio. Non colpevoli, insomma.

La spiegazione risiede nel fatto che, Kenneth Walker, compagno della Taylor, ha sparato per primo, colpendo alla gamba uno degli agenti, ignaro del fatto che gli sconosciuti che hanno varcato la soglia di casa sua fossero dei poliziotti. La reazione è stata immediata: 32 colpi di pistola sono stati sganciati, uccidendo una donna innocente. Per il giudice questo atto è giustificato dal fatto che Walker abbia sparato per primo.

A Louisville, la scorsa notte, è ovviamente scoppiata la protesta. Strade in fiamme, guerriglia urbana, persone ferite sembrano essere l’unica modalità per far sentire la propria voce.

Quanto vale la vita di una donna nera negli Stati Uniti?

Quanto vale la vita di una donna, nera, negli Stati Uniti?  La materia (matter) di cui sono composte le vite delle persone di colore conta (matters) davvero qualcosa o verrà ancora considerata un sottoprodotto da svendere nei peggiori discount? La società bianca e suprematista che domina negli USA sarà mai capace di assumere responsabilità nei confronti dell’altro, indipendentemente dal suo nome, dal suo genere, dal colore della sua pelle o dalla posizione rivestita nella scala sociale? Quanti mesi di protesta saranno ancora necessari per fare giustizia e per il raggiungimento della tanto agognata equità sociale?

Immagine: Xavier Burrell | New York Times

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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