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Vaccino anti-Covid: dall’Italia 287 milioni alla Gavi (finanziata anche da Bill Gates)

L’annuncio di Conte al Global Vaccine Summit. Tra i superfinanziatori dell’Alleanza, la Fondazione Bill & Melinda Gates

L’annuncio del nostro presidente del Consiglio è arrivato durante la sessione conclusiva dei lavori del Global vaccine summit 2020, evento organizzato quest’anno dal Regno Unito allo scopo di raccogliere fondi per la ricerca su un vaccino che possa proteggerci dal Coronavirus. Il denaro di Olanda, Italia, Germania e Francia finanzierà i progetti di ricerca della GAVI Alliance su un vaccino da produrre e distribuire in Ue ma accessibile anche per Paesi come l’Africa. Unire le forze è prezioso anche per contrattare in maniera più efficace ed incisiva con il mondo dei produttori e delle case farmaceutiche.

Cos’è la GAVI Alliance

La GAVI Alliance è una partnership tra soggetti pubblici e privati. Lo scopo è quello di diffondere vaccinazioni in Paesi tipicamente poveri come appunto l’Africa. All’alleanza partecipano anche i governi dei Paesi in via di sviluppo, accanto ai Paesi donatori e ai rispettivi settori di produzione di vaccini. Tra i partner: Organizzazione Mondiale della Sanità, UNICEF, Banca Mondiale. Tra i finanziatori privati, la Fondazione Bill & Melinda Gates e molti altri.
Non si tratta di una realtà nata ai tempi del Coronavirus. Esiste dal 2000, quando ci si rese conto che la distribuzione di vaccini ai bambini delle zone più povere del mondo stava diminuendo, con un conseguente calo dell’immunizzazione. La Fondazione Bill & Melinda Gates stanziò allora 750 milioni di dollari a favore di quei bambini. La GAVI opera oggi in 72 Paesi, il maggior contributo arriva proprio dal Regno Unito, che nel 2020 ha organizzato il summit (qui la diretta).

Coronavirus: i nuovi obiettivi della GAVI

Quest’anno il summit globale sui vaccini si è svolto in videoconferenza. Hanno partecipato i rappresentanti di 50 Paesi del mondo. Risulta indispensabile estendere il più possibile l’Alleanza e raccogliere altri 7,4 miliardi di dollari da destinare alla ricerca sui vaccini; una tranche di denaro aggiuntiva sarà utilizzata per progetti di ricerca sul Covid-19, nuovo fronte di azione della GAVI.

L’impegno dell’Italia

Anche il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha partecipato all’evento e ha annunciato un duplice impegno da parte dell’Italia: un contributo aggiuntivo pari a 120 milioni di euro nei prossimi 5 anni e l’estensione dei finanziamenti alla GAVI Alliance fino al 2030 con altri 150 milioni di euro. In totale l’apporto italiano sarà di 287,5 milioni fino al 2030.

Cosa diranno i complottisti?

Tutto pane per i denti dei complottisti (e dei nostri gilet arancioni), che da mesi ormai attaccano Bill Gates con teorie improbabili. Come abbiamo già scritto, sarebbe “colpevole” di aver previsto la pandemia e di aver affermato che sarebbe stata gestibile agendo preventivamente. Bill Gates è sicuramente uno dei personaggi più cliccati da quanto ha iniziato a diffondersi il Covid-19, su di lui si narrano storie che lo vedrebbero impegnato in prima persona a scatenare l’epidemia, una carneficina utile a ridurre la popolazione mondiale; i vaccini da lui finanziati servirebbero invece ad iniettare microchip negli individui e poterli poi controllare 24 ore al giorno.
Nulla di vero, naturalmente, ma la marea di fake news resta allarmante se guardiamo al futuro: quando partirà una campagna di vaccinazione – ci auguriamo che accada presto –  alcuni soggetti tra coloro che sostengono e diffondono teorie del complotto come quelle ai danni di Bill Gates potrebbero decidere di non vaccinarsi, influenzando il risultato globale dell’opera di immunizzazione.

Ma ecco cosa ne pensa il diretto interessato:

«Non credo che le donazioni dei governi o il lavoro costruttivo che mi eccita sia frenato dalla disinformazione. Quando avremo il vaccino, ci saranno questioni sull’efficacia. Per ottenere l’immunità di gregge devi avere una copertura sopra l’80%. Ci saranno decisioni da prendere su chi includere. La disinformazione potrebbe frenarci ad un certo punto, ma non nello stadio attuale».

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Anna Tita Gallo

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Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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