Venezia annega sotto il peso del clima, i dati lo confermano

Uno studio di Climate Central rivela che la città lagunare potrebbe essere interamente sommersa dall’acqua entro il 2050

Era dal 1966 che l’acqua alta a Venezia non raggiungeva quota 187 centimetri. È il record di martedì notte, dopo giorni di allerta meteo, nel capoluogo veneto, e in molte altre città italiane. Al momento la marea si sta abbassando, ma oggi si attesta comunque sui 160 centimetri. Le forti piogge che nella notte tra martedì e mercoledì hanno colpito la Laguna, hanno contribuito a innalzare il livello del mare. Due persone sono morte per il maltempo e per l’acqua alta. Hanno subito gravi danni la Basilica di San Marco, al cui interno si è misurato un livello di 110 centimetri, e il Teatro La Fenice, dove l’acqua ha reso impossibile l’utilizzo del sistema elettrico e anti incendio. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha richiesto lo stato di calamità. Il Centro maree del Comune prevede per oggi un nuovo picco di 145 centimetri e per domani e dopo un livello stabile di 130 centimetri.

Maltempo in tutta Italia

Scuole chiuse da nord a sud. Dall’altra parte dello stivale anche Matera è in ginocchio per il maltempo, le cui strade sono diventate torrenti di fango provocando danni a tutta la città, soprattutto nella zona antichissima dei Sassi. La protezione civile è in allerta e ha attivato il numero verde dedicato per i cittadini. Anche in Puglia scuole chiuse e coprifuoco per le forti raffiche di vento, un morto ad Altamura colpito da un albero. In Calabria e Sicilia allarme rosso e arancione.

Nel 2050 Venezia sarà sommersa

Speriamo non abbiano ragione i ricercatori di Climate Central, che dopo tre anni di lavoro hanno ridisegnato totalmente la mappa dell’innalzamento degli oceani e dei mari per via degli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Ebbene, non ci sono buone notizie per Venezia, ma nemmeno per ShanghaiMumbai e per buona parte di Bangkok, che potrebbero essere sommerse già nel 2050. I risultati di questa ricerca sono a dir poco scioccanti, sono stati analizzati i livelli delle regioni costiere di tutto il pianeta, esattamente di 135 paesi. Ovviamente le conseguenze sarebbero devastanti da tutti i punti di vista, ambientali, sociali, economiche, si tratterebbe di un’emergenza umanitaria mondiale, che metterebbe a rischio 150 milioni di persone. E questo se gli Accordi di Parigi fossero effettivamente rispettati sino al 2050, cosa che sappiamo già non sarà così. Purtroppo se le emissioni di gas serra dovessero aumentare invece che diminuire, la popolazione a rischio sarà più del doppio del previsto, ovvero 340 milioni di persone che diverranno 630 milioni a fine secolo.

Nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, uno degli autori della ricerca, Scott Kulp, rispetto alla nuova elaborazione dei dati delle coste afferma «Il nostro studio non rappresenta l’ultima parola. In alcuni paesi e regioni esistono già dati di alta qualità sulle zone costiere, in particolare in Australia e in alcune parti dell’Europa. Ma spero che abbiamo dimostrato l’importanza di avere ovunque dati più accurati e di grande qualità, quali l’elevazione e i livelli degli oceani, l’importanza che i governi li raccolgano e li rendano accessibili, pubblici. Alcune nazioni potrebbero avere già simili dati senza diffonderli, forse per preoccupazioni di sicurezza nazionale. Ma è importante che lo facciano, per consentire a tutti coloro che sono impegnati sul fronte del cambiamento climatico, comprese organizzazioni multilaterali, sia migliori analisi delle vulnerabilità che la definizione degli interventi necessari».

Gli scienziati di Climate Central hanno realizzato una mappa dove sono segnate le zone “rosse” ovvero quelle a rischio sommersione. In Italia è segnata la zona della laguna veneziana: 
https://coastal.climatecentral.org/map/4/1.3705/55.6568/?theme=sea_level_rise&map_type=coastal_dem_comparison&elevation_model=coastal_dem&forecast_year=2050&pathway=rcp45&percentile=p50&return_level=return_level_1&slr_model=kopp_2014

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Photo by Stijn te Strake on Unsplash

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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