Venezia: il rispetto dell’ambiente e della salute non è di sinistra

Invece, anche mentre affoga, la Serenissima vota contro una politica a salvaguardia di sé stessa (e della sua Regione)

Un nuovo allarme della scienza prevede in 4 gradi l’aumento della temperatura nei prossimi 70 anni. Ma anche mentre affoga, Venezia vota contro una politica a salvaguardia di sé stessa (e della sua Regione)

Vado a memoria. Dopo la palma per i morti da particolato vinta in Europa dall’Italia, e l’appello di 11mila scienziati perché la politica si muova a favore della lotta al cambiamento climatico e per garantire un futuro alle prossime generazioni, è uscito di recente anche il Lancet Countdown Report 2019, prestigioso resoconto in tema di ambiente e salute. Dopo aver confermato che l’Italia sconta la più grave perdita in vite umane in relazione all’inquinamento, Lancet calcola in 4 gradi l’innalzamento della temperatura di qui a 71 anni (qui avevamo spiegato i danni previsti dall’Ipcc nel caso di un aumento di 2 gradi: morti, devastazioni, migrazioni di massa). Mentre tiriamo il fiato, possiamo ridere assieme ai lettori della Cnn perché il Consiglio Comunale veneto si è allagato in questi giorni per la prima volta nella sua storia, proprio immediatamente dopo il voto di Lega e Fratelli d’Italia contro le misure sul clima, proposte dal Pd. “Dio forse non esiste – ha commentato qualcuno sui social – ma i cambiamenti climatici sì”: karma o non karma, Venezia morirà. Potremmo però forse fare qualcosa per il Veneto, e per il resto del mondo e i suoi abitanti.

La scienza non ha dubbi

Il panorama a tema cambiamenti climatici dell’ultima settimana è mortificante. Si è scoperto per la prima volta un legame tra particolato e tumore cerebrale, una gravissima patologia in aumento. Sempre recentemente abbiamo saputo che nel Mediterraneo i cambiamenti climatici arriveranno in anticipo, e che l’innalzamento del livello dei mari è stato sottostimato, assieme al numero di città che saranno sommerse.

Se dunque per Venezia è solo una questione di tempo, l’intervento della politica potrebbe migliorare le prospettive di molte altre città che altrimenti seguiranno la sua strada, nello stesso Veneto (vedi la mappa alla fine di questo articolo). Eppure Zaia che piange in pubblico i centinaia di milioni di danni, ha votato no alla proposta di intervenire a favore del clima.

Cosa chiedeva l’opposizione?

Finanziamenti per le fonti rinnovabili, per le colonnine elettriche, per la sostituzione degli autobus a gasolio con altri più efficienti e meno inquinanti, per la rottamazione delle inquinantissime stufe, per finanziare i Patti dei Sindaci per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), per ridurre l’impatto della plastica ecc.” ha scritto su Facebook Andrea Zanoni (Pd), tra i promotori. Nulla insomma che non sia una tendenza consolidata e ormai apartitica in tutte le città e regioni del mondo: solo noi ci dividiamo ancora politicamente su questi temi, e consideriamo di parte l’energia pulita, le emissioni dei mezzi pubblici o la necessità di sostituire le vecchie stufe. Tanti auguri.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente