Verona, bambini morti da Citrobacter: era nel latte

Riapre oggi il Punto nascite

Riapre oggi con tanta amarezza il Punto nascite dell’ospedale di Verona dove in due anni sono morti 4 neonati ricoverati nel reparto interno all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Proprio oggi che le indagini hanno reso noto che il terribile Citrobacter che li ha uccisi è arrivato a loro insieme al latte, dato che, per mancanza di igiene, quel batterio e molti altri avevano colonizzato il lavandino usato dal personale del reparto di Terapia intensiva neonatale.

I bimbi morti o cerebrolesi

Questa la causa della morte di Leonardo (fine 2018), Nina (novembre 2019), Tommaso (marzo 2020) e Alice (16 agosto 2020), e il motivo per cui altri 9 neonati sono rimasti cerebrolesi e circa un’altra ottantina hanno subito danni permanenti.

Questo riporta la relazione consegnata in Regione dal professor Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università di Padova e coordinatore della commissione di verifica nominata il 17 giugno dal direttore generale della Sanità del Veneto, Domenico Mantoan, proprio per far (finalmente) luce sulla vicenda. Tutto partì in verità solo a seguito dell’esposto della mamma di Nina, Francesca Frezza, la prima a denunciare l’accaduto e a far scoppiare il caso.

La mancanza di igiene

Il Citrobacter è probabilmente arrivato lì a causa del mancato rispetto delle misure d’igiene, come il lavaggio frequente delle mani, il cambio dei guanti a ogni cambio di paziente o l’utilizzo di sovrascarpe, sovracamici, calzari e mascherina. Ma tutto poteva comunque evitarsi se per bambini così fragili si fosse pensato di usare acqua sterile al posto dell’acqua del rubinetto.

La riapertura

Oggi ripartono solo i reparti dalla 34esima settimana, cioè quelli per bambini non a rischio.  Fra il 30 settembre e i primi giorni di ottobre è prevista la riapertura delle Terapie intensive neonatale e pediatrica. “La sanificazione andava fatta due estati fa, quando erano già emersi i primi casi di Citrobacter — ha detto la mamma di Nina — se non si fosse aspettato tanto, adesso la mia bimba e gli altri tre piccoli sarebbero ancora vivi”.

Leggi anche:

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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