Sebastian Vettel Ferrari

Vettel pensi più al suo errore che alla giuria

Probabilmente la squalifica è stata eccessiva ma la reazione del post-gara è comprensibile soltanto a caldo. Poi, c’è da riflettere su altro

Ci hanno rubato la partita. Il senso è quello, calcistico. E’ il significato profondo della reazione di Sebastian Vettel al termine del Gran Premio di Montreal. Fino all’inversione dei cartelloni del primo e del secondo posto, un gesto plateale ovviamente figlio della rabbia.

Il pilota della Ferrari si è visto negare la prima vittoria stagionale da una squalifica di 5 secondi per aver ostacolato Lewis Hamilton. Se n’è discusso tanto, se ne discuterà ancora. In Formula Uno se ne discute da sempre. Uno sport il cui titolo mondiale è stato più di una volta assegnato da incidenti che definire involontari suona davvero come una barzelletta.

Basterebbe pensare alle scorrettezze che si scambiarono reciprocamente Prost e Senna, o anche al tentativo di Michael Schumacher di sbattere fuori pista Jacques Villeneuve che invece venne fuori vincitore da quel tentativo ai limiti del regolamento (e siamo buoni definendolo al limite) e conquistò il Mondiale.

Qualcuno ha ricordato lo storico duello di Digione tra Arnoux e Villeneuve (Gilles). In confronto a quel che storicamente abbiamo visto sui circuiti, l’episodio è effettivamente un’inezia. Vettel va leggermente fuori strada, rientra e nel farlo ostacola Hamilton che stava sopraggiungendo e che lo avrebbe certamente superato.

Compresa la rabbia del pilota tedesco, va però anche lasciato spazio a un altro tipo di ragionamento. C’è il tempo della rabbia e della contestazione, e sia. Ma dev’esserci, per Vettel e la Ferrari, anche il tempo della riflessione. In Canada, Vettel ha conquistato la pole position e ha condotto in testa tutta la gara riuscendo a tenere testa all’aggressività del britannico campione del mondo. Settanta giri davanti a tutti, con quella defaillance al giro numero 48.

Possiamo anche essere dalla parte di Vettel, probabilmente la decisione della giuria è eccessiva. Ma senza quell’errore, Vettel avrebbe vinto. Il tedesco non ha perso soltanto perché la giuria lo ha squalificato. Ha perso anche perché un suo errore ha messo Hamilton nelle condizioni di sorpassarlo. Se poi la sua manovra possa essere considerata regolare o meno, non lo sapremo mai.

L’importante è che la reazione calcistica duri lo spazio di un’oretta, del post-gara. Poi si ritorna a essere concentrati su sé stessi e a comprendere perché non si è riusciti a condurre in porto un week-end che sarebbe potuto essere trionfale. Siamo certi che Vettel e la Ferrari – al di là del ricorso presentato – lo stiano già facendo. Soltanto così la scuderia di Maranello può pensare che sia ancora possibile riaprire il Mondiale e può guardare con ottimismo alle tante gare (quattordici) ancora in programma.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

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Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.