Via il glifosato dalle nocciole!

I 13 comuni della monocoltura di nocciolo più estesa d’Italia nel viterbese si sono dati l’obiettivo di ridurre, se non addirittura di azzerare, l’uso di fitofarmaci

Un servizio della trasmissione Indovina chi viene a cena su Rai 3 ha ben raccontato il problema dell’uso massivo che viene fatto dei fitofarmaci e degli erbicidi nelle produzioni di nocciole della provincia di Viterbo, mostrando immagini di come «tutti i giorni si sollevano tonnellate di glifosato e diserbante in quella che è la monocoltura di nocciolo più estesa d’Italia».

«Anche soltanto vedendo il processo di raccolta si capisce l’impatto che ha sull’ambiente: la nuvola di polvere che per giorni si solleva, diffondendo molecole dell’erbicida che viene sparso sotto le piante anche prima della raccolta. Tonnellate di glifosato e diserbante, largamente impiegati dai proprietari dei noccioleti», ha raccontato il servizio.

Battaglia iniziata da tempo

Al momento della registrazione del servizio di Rai 3 «solo sei sindaci dei comuni interessati sul totale dei tredici comuni sul lago avevano vietato esplicitamente l’uso dei glifosati», ha precisato il presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre in provincia di Viterbo, Famiano Crucianelli, che ha già avviato da tempo questa battaglia.

Già nell’agosto dello scorso anno Crucianelli dichiarava in un’intervista: «Sono preoccupato del fatto che in questa settimana di raccolta delle nocciole si presenti il rischio di uso, e di abuso, di erbicidi contenenti il principio attivo del glifosato. Questo anche in considerazione delle abbondanti piogge e della conseguente crescita di erba nelle coltivazioni. Se ciò dovesse avvenire ci sarebbe una grave violazione delle ordinanze comunali e dello stesso decreto del ministro della Salute dell’agosto del 2016, emanato in attuazione del regolamento esecutivo dell’Unione europea. Con questo decreto il ministero intendeva revocare l’impiego degli erbicidi come il glifosato in periodo di pre-raccolta per evidenti ragioni di salute pubblica».

La situazione sta cambiando

A oggi però la situazione sta cambiando e tutti e tredici i comuni del Biodistretto della via Amerina e delle Forre si sono dati l’obiettivo di ridurre, se non addirittura azzerare, l’uso di fitofarmaci a cominciare dal glifosato. I tredici comuni interessati sono: Orte, Vasanello, Canepina, Vignanello, Vallerano, Gallese, Fabrica di Roma, Corchiano, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Nepi, Calcata, Faleria. «L’obiettivo principale è arrivare a una omogeneità delle ordinanze che regolano l’uso dei fitofarmaci o che, in altri casi, vietano l’uso di alcuni diserbanti come il glifosato«, ha affermato Crucianelli.

I produttori di nocciole avevano invocato una tregua sul fronte delle ordinanze comunali che limitano l’uso di pesticidi, ma su questo punto le amministrazioni non cederanno: «Non recediamo  di un millimetro – aggiunge Crucianelli -. Le ordinanze tanto contestate rappresentano la traduzione in ambito locale di leggi nazionali o regolamenti a livello europeo per quanto riguarda gli agrofarmaci. Non esiste un quadro di riferimento per quanto riguarda il glifosato, ma esistono prove e controprove dei danni causati da questo tipo di prodotto che giustificano ampiamente tali provvedimenti. La stessa multinazionale che lo produce ha fatto un passo indietro, annunciando di puntare nei prossimi anni su diserbanti alternativi. Non basta questo a far scattare quel principio di precauzione che i sindaci, come autorità sanitaria, possono e devono applicare? Cosa altro serve?».

Le produzioni biologiche sono la strada

Nel servizio di Indovina chi viene a cena la giornalista Sabrina Giannini aveva intervistato anche Ovidio Profili, un imprenditore locale che ha scelto da tempo l’agricoltura biologica. «La nostra polvere – ha spiegato Profili – è terra e basta. Le altre sono nuvole di chimica: l’erbicida resta, anche sulle piante, e va a finire nei polmoni delle persone che lavorano la terra e che abitano vicino».

La conduttrice Giannini aveva ricordato anche che «la gran parte di queste nocciole finisce nella universalmente nota crema spalmabile. Chi oggi ha il potere di chiedere la conversione in un’agricoltura più sostenibile è proprio l’acquirente principale, che garantisce un guadagno anche consistente».

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Altre fonti:

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

Elisa Poggiali

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