Viva i corridoi umanitari

Come dovrebbe funzionare l’immigrazione dall’Africa

Consentendo l’ingresso di rifugiati umanitari in Italia, contribuiscono all’integrazione e a togliere persone vulnerabili dai viaggi sui barconi. Ma i numeri contenuti non consentono di implementare il modello su larga scala. Ecco perché servono soluzioni alternative.

Si è detto, a sinistra come a destra, che siano i canali migliori per consentire l’immigrazione regolare. Lo stesso Matteo Salvini ha dichiarato di approvarli e di ritenerli la strada da percorrere per accogliere rifugiati in maniera sicura e legale nel nostro paese, contrariamente ai barconi in partenza dalla Libia.

Sono i corridoi umanitari, quei protocolli che consentono ai rifugiati di entrare in Italia in maniera protetta, a bordo di regolari voli di linea, evitando di mettersi nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Rivolti specificatamente a persone che soffrono di particolari vulnerabilità politiche, fisiche o sociali (a differenza dei programmi Onu, che prevedono un ricollocamento di gruppi consistenti di rifugiati in un paese terzo – di solito confinante – senza particolare selezione), costituiscono un canale sicuro di accesso in Italia e di integrazione controllata e assistita sul territorio.

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Redazione People For Planet

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