Vogue in edicola con la copertina bianca

È la prima volta dalla nascita del mensile di moda

Emanuele Farneti, direttore di Vogue spiega il perché di questa scelta.

“Io non so se, come dicono alcuni, la ragion d’essere di Vogue è quella di intrattenere, di regalare qualche ora di evasione a chi lo sfoglia.

So, come si legge a pagina 59, che questo giornale nella sua storia ultracentenaria ha attraversato guerre, crisi, atti di terrorismo. E la sua tradizione più nobile (ne è forse l’esempio più lucente Audrey Withers, che ne ha diretto l’edizione inglese sotto le bombe naziste) è quella di non voltarsi dall’altra parte. Perché, come diceva proprio Withers, stare zitti vuol dire farsi andare bene lo status quo.

Poco meno di due settimane fa stavamo mandando in stampa un numero pianificato da tempo e che vedeva coinvolto in un progetto gemello anche l’Uomo Vogue.

Ma parlare d’altro, mentre le persone muoiono, medici e infermieri mettono a rischio la propria vita e il mondo sta cambiando per sempre, non è la storia di Vogue Italia. Così abbiamo accantonato il progetto e ricominciato da capo.”

E per portare rispetto a questi strani tempi Farneti ha deciso di: “Mandare in stampa, per la prima volta nella nostra storia, una copertina completamente bianca. Non perché mancassero le immagini, appunto, tutt’altro. Ma perché il bianco è tante cose assieme.

Il bianco è innanzitutto rispetto


Il bianco è rinascita, è la luce dopo il buio, la somma di tutti i colori.
È tempo e spazio per pensare. Anche per rimanere in silenzio (perché se tutti facessimo un po’ più di silenzio, chissà quante cose potremmo sentire, dicevano le ultime righe di un bel libro uscito qualche anno fa).
Il bianco è le divise di chi ci ha salvato la vita, mettendo a rischio la propria.
Il bianco è per chi questo spazio e questo tempo vuoto lo sta riempiendo di idee, pensieri, racconti, versi, musica, attenzioni per gli altri.
Il bianco è come quando, dopo la crisi del ’29, gli abiti si fecero candidi – un colore scelto per esprimere purezza nel presente, e speranza nel futuro.
Bianche sono le notti di chi ha lavorato a questo numero, da questo e l’altro lato dell’oceano, in condizioni complicate. A ciascuno di loro va la mia gratitudine.
Soprattutto: il bianco non è resa, piuttosto è una pagina tutta da scrivere, il frontespizio di una nuova storia che sta per cominciare.    

Il bianco è un messaggio universale di forza, purezza, rispetto e speranza.”

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Immagine tratta da Vogue

Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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