Vuoi essere assunto? Fai una cosa eroica!

Si ripetono i casi di disoccupati assunti per aver fatto un bel gesto. Per lavorare bisogna essere eroi?

Gallipoli. Giovane nigeriano blocca un rapinatore e viene assunto come premio.

E’ notizia di oggi che Richard, un giovane nigeriano di 33 anni che chiedeva l’elemosina fuori da un supermercato di Gallipoli (Lecce) ha sventato una rapina. Ha lottato con un rapinatore e lo ha fatto arrestare. Il ladro era armato di pistola (poi rivelatasi un’arma giocattolo), con cui aveva minacciatogli impiegati e gli altri presenti per poi fuggire con i contanti della cassa prima che Richard riuscisse a bloccarlo.

Richard, come “premio”, ora sarà assunto con un regolare contratto come magazziniere dal supermercato. Il titolare del supermercato ha detto: “È giunto il momento di dargli un lavoro e dignità, dopo essere stato per mesi esposto al freddo così come al caldo torrido all’esterno del supermercato, aiutando i clienti e stando a stretto contatto con i nostri dipendenti.”

Cartigliano. Disoccupato trova portafoglio con 900 euro e lo restituisce: assunto come ricompensa.

Esattamente un mese fa, il 18 gennaio, Omar, un marocchino cinquantanovenne, trova un portafoglio con circa 900 euro più carte di credito e documenti e lo porta al Comune di Cartigliano (Vicenza) affinché venga riconsegnato al proprietario. Il portafoglio smarrito apparteneva a un dipendente di una conceria della zona e il titolare ha deciso di assumere Omar. Il titolare dell’impresa ha detto: “Una persona di tale onestà va premiata. Abbiamo verificato, è stato sfortunato ed era disoccupato per colpe non sue”.

Scorrendo la cronaca sono abbastanza frequenti i casi di persone “premiate” con un lavoro dopo che hanno compiuto un gesto di generosità, magari, come nel caso di Richard, rischiando anche la loro incolumità. Fa riflettere che in questi casi un lavoro, una occupazione, sia concessa loro come “premio”, a conferma del fatto che in Italia il lavoro più che un diritto sia diventato in molti casi un privilegio, soprattutto per i soggetti più svantaggiati. E che, come nel caso di Omar, se si è disoccupati bisogna poter dimostrare che lo si è “non per proprie colpe”.

Quindi, cari disoccupati, se volete un lavoro, in attesa dei Navigator, aprite gli occhi e cercate portafogli da restituire o ladri da bloccare.

Fonti:

  • Ansa
  • Agi
  • Corriere Veneto
  • Today.it
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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

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