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Xylella: non passa l’emendamento che prevedeva il carcere fino a 5 anni

“Incostituzionale” l’obbligo di distruggere le piante infette da Xylella. E intanto i gilet arancioni di Bari si mobilitano

È saltato l’emendamento al “Decreto semplificazioni” riguardo alla misura fitosanitaria che prevedeva l’obbligo di distruzione delle piante affette da Xylella, pena la reclusione da 1 a 5 anni in carcere. Emendamento in disaccordo con la Costituzione: questo il dubbio sollevato dal Presidente Sergio Mattarella; un “film horror”, il commento di Beppe Grillo.

La stretta del governo per porre fine alla diffusione della malattia che da tempo affligge gli ulivi del Sud Italia, in particolare della Puglia, non era piaciuta del tutto nemmeno a Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia:

In linea del tutto teorica, la violazione delle norme che mirano a limitare una fitopatia di questa gravità può anche comportare l’applicazione di sanzioni penali. Certo, è una scelta molto forte che andrebbe giustificata con una specifica volontà di insubordinazione che non mi pare di avere verificato in questo caso nei pugliesi.

Sull’esempio francese dei gilet gialli, i cittadini di Bari hanno dato il via al movimento dei gilet arancioni che chiedono a gran voce risorse immediate e adeguate per un Fondo di Solidarietà in grado di fare fronte alla situazione e modifiche ai decreti approvati. oro richieste sono nette: fondi immediati e modifiche ai decreti.

Il 25 gennaio si è tenuto il primo incontro fra i gilet arancioni e i parlamentari pugliesi, i quali, rispetto al tema delle gelate, hanno garantito l’impegno a sostenere l’emendamento al Dl semplificazione approdato lunedì al Senato. Quanto al problema xylella, i gilet arancioni hanno fatto sapere che nei prossimi giorni,  non oltre la prossima settimana, renderanno note le molte osservazioni in merito agli interventi per aziende e frantoi, alla riconversione e al rilancio produttivo, ai reimpianti, e alle garanzie a sostegno dei lavoratori e delle aziende. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, anche a seguito dei 3000 manifestanti scesi in piazza a Bari il 7 Gennaio con indosso il gilet arancione a bordo di un trattore, ha fatto sapere che proprio oggi, 31 gennaio, farà visita alla città.

La Xylella è un batterio della famiglia delle Xanthomonadaceae e  si distingue per l’alta variabilità genetica e fenotipica, l’insieme delle caratteristiche osservabili con cui si manifesta sono infatti svariate. Al momento si conoscono quattro sottospecie e colpiscono circa 150 diverse piante. Fastidiosa, questo il nome della Xylella che ha colpito 8000 ettari e 770.000 piante di ulivo in Puglia, dove è stata registrata per la prima volta nell’ottobre del 2012. Stando ai dati riportati da Coldiretti, sono 1,2 miliardi i danni provocati dalla diffusione della Xylella.

I meccanismi di diffusione del batterio della Xylella e i motivi di contagio fra le piante rimangono in parte oscuri. Nel comune di Monte Argentario è stata rilevato un focolaio di Xylella fastidiosa appartenente alla sottospecie Muliplex, del tutto estranea alla Xylella presente sul territorio pugliese, ma già riscontrata in Francia, specie nelle Regioni della Corsica, della Provenza, delle Alpi e in Costa Azzurra, e sparsamente individuata anche in Spagna. Si ipotizza che il batterio che da anni devasta gli ulivi pugliesi provenga dalla Costa Rica e che sia stato introdotto in Salento mediante le rotte commerciali di Rotterdam.

Quello della Xylella è soltanto una delle tante emergenze di carattere fitosanitario sparse fra i Paesi europei, a riprova, ancora una volta, di quanto si abbia bisogno di una Unione Europea unita e coesa al fine di proteggere le frontiere, anziché da uomini che sfuggono dai lager libici, da insetti e malattie aliene in grado, loro sì, di mandare in malora interi comparti dell’economia nazionale.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

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