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Zanzare: l’Italia a rischio dengue e febbre gialla. Che fare?

Tutta l’Europa, soprattutto il Sud, deve conoscere il fenomeno che ha portato da noi le zanzare killer, quelle in grado di trasmettere malattie anche gravissime, e agire d’accordo per difendersi

Le zanzare sono il vero killer dell’uomo: uccidono circa 725.000 persone all’anno, contro le 10 vittime per anno attribuite, per esempio, agli squali. Lo ha stabilito uno studio commissionato da Bill Gates qualche anno fa, allo scopo di renderci consapevoli e responsabili, e dunque di diffondere accorgimenti banali ma difficilmente attuati. Ad esempio eliminare i ristagni d’acqua, trattare con larvicidi quelli non eliminabili, ma anche agire con lungimiranza e impegnarci a vivere in modo più sostenibile, mitigando così il fenomeno dei cambiamenti climatici. Questi infatti hanno ormai modificato gli inverni europei, permettendo la sopravvivenza di specie un tempo del tutto assenti e portatrici di malattie – anche gravissime – in arrivo in Italia e in tutta Europa.

Gli scienziati avvertono di un imminente pericolo dengue, leishmaniosi ed encefalite che arriva con zanzare giunte a noi in gran parte grazie ai crescenti viaggi intercontinentali, e accolte poi da un clima tutto sommato ormai sopportabile, anche in inverno, come ha recentemente sottolineato ad Amsterdam l’ultimo Congresso Europeo di microbiologia clinica e malattie infettive.

«Questi sono allarmi che noi studiosi teniamo in grande considerazione, per il semplice fatto che l’innalzamento delle temperature medie degli ultimi anni ha avuto un impatto favorevole alla sopravvivenza di specie che fino a pochi anni fa erano relegate nella fascia tropicale. In effetti si è allungato il periodo “caldo” e questo ha sicuramente favorito alcune specie, come ad esempio Zanzara Tigre (Aedes albopictus) nella sua colonizzazione del territorio italiano e la sua espansione anche in molti Paesi confinanti», ci spiega Claudio Venturelli, entomologo ed esperto internazionale di zanzare.

Altre specie si stanno affacciando mettendo ancora più in allerta gli scienziati: «Una zanzara che non aveva mai superato la barriera climatica è la Aedes aegypti, una delle più temute in quanto è la zanzara che trasmette la febbre gialla e molte altre arbovirosi (arthropod borne viruses), come Chikungunya, Dengue, Zika. In Italia è stata segnalata molte volte in passato ma non è mai riuscita a superare l’inverno essendo sensibile al freddo sia come larva sia come adulto ma anche come uovo. Quest’ultima fase, cioè quella di uovo – continua Venturelli – la differenzia dalla sua cugina Aedes albopictus che ha uova “diapausanti”, cioè che vanno in una sorta di letargo invernale. Aedes aegypti, invece, con il freddo muore. Ma se il freddo non è più così “freddo”… beh, allora dobbiamo prepararci a contrastarla in tutti i modi e per questo il sistema di sorveglianza sanitaria è sempre più attivo in tal senso. Basti pensare che la sorveglianza delle Arbovirosi è rientrata nei nuovi LEA (livelli di assistenza essenziale) in uno dei primi punti di tutto il documento».

Tornando ai modi per difenderci, Venturelli prima di tutto scomunica le disinfestazioni preventive: inutili, e dannose perché agiscono in un momento, la primavera, in cui le api stanno succhiando polline dai fiori, e possono dunque facilmente avvelenarsi: «Non sprecate le vostre cartucce visto che ne abbiamo tutti sempre meno! Risparmiatele per quando ce ne fosse una reale necessità. La prevenzione richiede azioni che riguardano tutti. Infatti ognuno di noi nel proprio giardino o cortile deve far attenzione a non lasciare i ristagni d’acqua inutili, coprendo o trattando con prodotti larvicidi quelli che non si possono eliminare. Purtroppo sempre più spesso si vedono ditte chiamate per fare disinfestazioni contro gli adulti in periodi in cui questi non sono presenti o ce ne sono davvero pochi. Spargere insetticidi ad ampio spettro d’azione danneggia molte altre specie e soprattutto le api che andando a bottinare sui fiori, potrebbero portare molecole dannose all’interno dell’alveare decimando le famiglie di questi preziosi imenotteri».

Una cosa sensata, invece, sarebbe quella di preparare delle belle trappole fatte in casa: «Per il balcone di casa si possono costruire vere trappole da cui le zanzare non possono uscire una volta che vi penetrano all’interno. Ricetta semplice: 25 gr di lievito di birra, un cucchiaio di zucchero e 200 cc di acqua. Una bottiglia di plastica tagliata a 20 centimetri dal collo è quello che ci vuole. Naturalmente la parte superiore della bottiglia, una volta tagliata andrà inserita capovolta all’interno della sua parte inferiore come fosse un imbuto e poi l’oggetto andrà sigillato e posizionato in un posto ombreggiato dove le zanzare lo intercetteranno grazie alla CO2 che si sprigiona dal lievito di birra in fermentazione, finendo in trappola. Oggi ne esistono in commercio già pronte, basta cercare in internet».

Tra le altre cose, Claudio Venturelli ha scritto un giallo sulle zanzare – “L’innocenza della zanzara”, edizioni inEdit, scritto a quattro mani con lo psicologo, Raniero Bastianelli – dunque non c’è solo odio, verso questi piccoli mostri succhia-sangue? «Per chi studia gli insetti da anni, scoprire i loro piccoli o grandi segreti crea un rapporto che nel tempo può essere definito passione, più che lavoro. Certo, quando dico che studio le zanzare ritenendole animali affascinanti mi capita di trovarmi di fronte sguardi increduli…, ma io sono convinto che ogni essere vivente debba avere il rispetto che merita, per il ruolo che svolge. Nel nostro libro giallo, addirittura la zanzara diventa un animale importantissimo, capace di svelare il segreto della morte di una giovane ricercatrice. Non spoilero se dico che il sangue trovato nell’addome della zanzara schiacciata tra le dita della vittima è l’elemento di prova utile agli investigatori per risalire all’assassino. Infatti il sangue che mamma zanzara ha nel suo addome e che ha assunto a rischio della propria vita, contiene un DNA utile alle indagini. Insomma, anche nell’entomologia forense, la zanzara, come molti altri insetti, può essere davvero utile».

Foto di WikiImages da Pixabay

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente